Piccolo passo per l’umanità? Ma che, la missione Artemis che è partita ieri alle 18.35 (00.35 in Italia) dalla Florida è la prima dal 1972 che ci porterà verso la Luna. E, tecnicamente, a bordo della capsula Orion, lanciata dal razzo Space Lauch System (SLS), non ci sono solo i quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen, ma anche decine e decine di persone che hanno partecipato all’iniziativa della NASA, Send Your Name. I nomi, raccolti nelle scorse settimane, sono stati salvati su una scheda di memoria SD digitale, al fianco dell’equipaggio, e posizionati in una sorta di salvadanaio (ma in realtà è un indicatore di gravità) dal faccino irresistibile.
La scheda contiene i nomi di 5.647.889 di persone da tutto il mondo, comodamente adagiate nella pancia di Rise, strumento disegnato da Lucas Ye, uno studente di terza elementare della California.
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La NASA propone regolarmente opportunità simili nelle sue missioni di esplorazione: attualmente ci sono nomi a bordo del rover Perseverance su Marte, della sonda Parker Solar Probe diretta verso il Sole e della missione Europa Clipper in viaggio verso la luna gioviana Europa.
Artemis II rappresenta un momento cruciale per il programma spaziale americano. La missione avrà una durata di circa 10 giorni. Il modulo di servizio di Orion fornirà la spinta necessaria per liberarsi dall’orbita terrestre e dirigersi verso la Luna. Gli astronauti affronteranno un viaggio di quattro giorni attorno al lato nascosto della Luna, seguendo un percorso a forma di otto che si estenderà per oltre 600.000 chilometri dalla Terra. Alla massima distanza, l’equipaggio volerà per circa 7.400 chilometri oltre la Luna, valutando i sistemi della navicella spaziale lungo il percorso.
Non si tratta di un’impresa priva di sfide. Il razzo Space Launch System, che utilizza alcuni componenti riciclati dallo Space Shuttle ed è in sviluppo da oltre un decennio, è stato criticato per il suo gigantesco budget di 23 miliardi di dollari, la tecnologia considerata datata e i ritardi nella timeline. Se tutto procederà secondo i piani e la NASA riceverà i finanziamenti necessari, Artemis III porterà astronauti sulla superficie lunare per una permanenza di circa un mese, forse già nel 2027. L’agenzia sta lavorando per prepararsi anche a future missioni spaziali su Marte, ma deve fare i conti con possibili tagli al budget e la competizione con la Cina nella nuova corsa allo spazio.
Nonostante le difficoltà, l’esplorazione lunare rappresenta un passo fondamentale verso l’espansione della presenza umana nello spazio. E grazie all’iniziativa della NASA, milioni di persone in tutto il mondo potranno sentirsi parte di questa avventura, con i loro nomi che orbiteranno attorno alla Luna insieme ai quattro coraggiosi astronauti di Artemis II. Questo è decisamente un passo gigantesco per tutta l’umanità.



