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Home » Salute » Scienza » Dopo il Big Bang, il Big Crunch: ecco come l’universo si rimpicciolirà (fino a schiacciarsi)

Dopo il Big Bang, il Big Crunch: ecco come l’universo si rimpicciolirà (fino a schiacciarsi)

Una nuova teoria prevede che l’universo finirà in un “Big Crunch” tra circa 33 miliardi di anni. Ecco cosa succederà e come.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Luglio 2025
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galassia di Andromeda
galassia di Andromeda (fonte: Unsplash)

Per anni, la scienza ha pensato che l’universo sarebbe cresciuto per sempre, sempre più freddo e vuoto. Ma nuove osservazioni suggeriscono uno scenario diverso e sorprendente: l’universo potrebbe cominciare a contrarsi e finire schiacciato su sé stesso. Si chiama “Big Crunch”, e secondo un nuovo studio, potrebbe avvenire tra circa 33 miliardi di anni. Non è una previsione campata in aria, ma basata su dati raccolti da strumenti molto avanzati come il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) e il Dark Energy Survey (DES), che analizzano il comportamento dell’energia oscura, una delle forze più misteriose dell’universo.

Attualmente l’universo ha 13,8 miliardi di anni e si sta ancora espandendo. Ma secondo il nuovo modello elaborato da ricercatori delle università di Cornell, Shanghai Jiao Tong e altre, l’espansione rallenterà fino a fermarsi tra 7 miliardi di anni. A quel punto comincerà una fase opposta. Tutto l’universo inizierà a contrarsi, sempre più velocemente, finché tutta la materia si concentrerà in un unico punto. Questo processo durerebbe circa 20 miliardi di anni, portando alla fine dell’universo in un gigantesco collasso.

Un'immagine dallo spazio profondo
Un’immagine dallo spazio profondo (fonte: Unsplash)

La chiave di tutto è l’energia oscura, che rappresenta circa il 70% dell’universo e che finora si pensava fosse costante, una specie di forza invisibile che spinge lo spazio ad allargarsi. In realtà, secondo questo studio, l’energia oscura potrebbe cambiare nel tempo e diventare più debole. In particolare, gli scienziati ipotizzano che essa sia legata a una particella quasi senza massa chiamata assione, e che esista anche una costante cosmologica negativa. Un valore che, se confermato, porterebbe l’universo a contrarsi come un elastico che si tende e poi si ritrae. Prima si allarga, poi l’energia di contrazione diventa più forte e lo spazio comincia a collassare.

Immaginare un simile destino è affascinante, ma va ricordato che queste previsioni non sono certezze. Il modello ha ancora molti margini di errore perché i dati a disposizione non sono abbastanza precisi. Inoltre, l’ipotesi di una costante cosmologica negativa è ancora molto discussa. Tuttavia, nuovi esperimenti astronomici in arrivo nei prossimi anni potrebbero aiutarci a capire se il Big Crunch è davvero il finale della storia dell’universo.

Calmi, però. Prima che la contrazione inizi, il Sole si sarà spento da tempo e la Via Lattea si sarà fusa con la galassia di Andromeda.

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