L’inverno porta sempre con sé un inevitabile aumento di malattie respiratorie: influenze, raffreddori e altri virus sembrano diffondersi con maggiore facilità nei mesi freddi, tanto che le campagne vaccinali antinfluenzali vengono programmate proprio in previsione di questo picco stagionale. Ma qual è davvero la causa di questa impennata di contagi?
La spiegazione più diffusa indica il tempo trascorso al chiuso come principale responsabile: stare in ambienti chiusi insieme ad altre persone aumenterebbe inevitabilmente la trasmissione dei virus. Sebbene questa sia una componente importante, la scienza ha scoperto che i meccanismi alla base della diffusione invernale dei virus sono più complessi e affascinanti di quanto si pensasse.
Secondo il National Institutes of Health, uno dei fattori chiave riguarda la struttura stessa del virus influenzale. L’involucro lipidico che riveste le cellule virali ha un comportamento che cambia drasticamente con la temperatura: quando fa caldo, questo rivestimento grasso tende a liquefarsi, rendendo il virus meno stabile e quindi meno capace di trasmettersi efficacemente; al contrario, nelle temperature invernali più fredde, la membrana lipidica rimane intatta e solida, permettendo al virus di essere più resistente e persistente nell’ambiente. Una volta che entra in contatto con le vie respiratorie di un nuovo ospite, il rivestimento si dissolve e l’infezione ha inizio.
Ma la temperatura non è l’unico alleato dei virus: l’inverno porta con sé anche una drastica riduzione dell’umidità nell’aria, sia negli spazi esterni che in quelli interni riscaldati. Questo fattore ambientale gioca un ruolo cruciale nella trasmissione virale: in condizioni di bassa umidità, i virus possono viaggiare per distanze maggiori e rimanere sospesi nell’aria più a lungo, senza legarsi alle molecole d’acqua che normalmente li appesantirebbero e li farebbero precipitare al suolo.

La scarsa ventilazione degli ambienti chiusi durante l’inverno aggrava ulteriormente la situazione: l’aria stagnante permette ai germi di persistere più a lungo negli spazi condivisi, aumentando le probabilità di contagio tra le persone che vi trascorrono del tempo.
Ma il freddo indebolisce davvero il nostro sistema immunitario? Su questo punto la comunità scientifica non ha ancora raggiunto un consenso definitivo. Uno studio del 2023 pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology ha esaminato la possibilità che le difese immunitarie del naso diventino meno efficaci quando le temperature scendono, anche se la ricerca ha coinvolto solo quattro soggetti e non ha permesso di trarre conclusioni definitive.
Nonostante non ci siano certezze assolute sull’impatto diretto del freddo sul sistema immunitario, è possibile che le fluttuazioni della temperatura corporea possano influenzare la capacità dell’organismo di combattere le infezioni. Tuttavia, situazioni comuni come uscire con i capelli bagnati o prendere la posta in maglietta difficilmente rappresentano fattori determinanti nel contrarre una malattia.
Anche se l’inverno aumenta oggettivamente il rischio di ammalarsi, i principi fondamentali per mantenersi in salute rimangono invariati. Lavarsi frequentemente le mani rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre la diffusione dei germi, così come disinfettare regolarmente le superfici comuni. È importante inoltre evitare di condividere posate o bicchieri con altre persone. Le vaccinazioni, infine, continuano a essere uno degli strumenti più potenti per ridurre significativamente il rischio di infezione durante la stagione fredda.



