Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Salute » Scienza » Non era un polpo: i raggi X riscrivono la storia del fossile da 300 milioni di anni, entrato nel Guinness dei Primati

Non era un polpo: i raggi X riscrivono la storia del fossile da 300 milioni di anni, entrato nel Guinness dei Primati

Un fossile ritenuto il polpo più antico del mondo si rivela un nautiloide. I raggi X svelano l'errore durato 25 anni.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti8 Aprile 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
un polpo in fondo al mare
un polpo in fondo al mare (fonte: Unsplash)

Può sembrare una notizia senza grosso valore, ma da un punto di vista scientifico ha un’importanza rilevante. Un celebre fossile di 300 milioni di anni, ritenuto il polpo più antico del mondo e persino inserito nel Guinness dei primati, si è rivelato tutt’altro. Quello che per 25 anni gli scienziati hanno identificato come Pohlsepia mazonensis, il primo rappresentante fossilizzato dei polpi, era in realtà un parente dell’attuale Nautilus, un animale marino dotato di conchiglia esterna e molteplici tentacoli.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, rappresenta un caso di identità scambiata che ha origine dal processo di decomposizione, prima della fossilizzazione. Il tessuto in decomposizione dell’animale ha assunto caratteristiche che hanno ingannato i paleontologi per decenni, facendo sembrare il fossile simile a un cefalopode.

World’s ‘oldest octopus’ thought to be 300 million years old is stripped of its titlehttps://t.co/gvsmvTP1mo

— GB News (@GBNEWS) April 8, 2026

Il dottor Thomas Clements, ricercatore presso l’Università di Reading e autore principale dello studio, ha spiegato che l’animale si era decomposto per settimane prima di essere sepolto e preservato nella roccia. Proprio questo fattore ha alterato la sua morfologia originale, creando l’illusione di caratteristiche tipiche dei polpi come otto braccia e pinne.

La svolta nella ricerca è arrivata grazie all’utilizzo di tecniche di imaging a sincrotrone, che impiegano fasci di luce più luminosi del sole per scrutare all’interno delle rocce fossili. Questa tecnologia ha permesso ai ricercatori di individuare strutture invisibili a occhio nudo, nascoste sotto la superficie del reperto.

Ciò che hanno trovato ha cambiato tutto: una radula, una struttura alimentare simile a un nastro dotata di file di denti, presente esclusivamente nei molluschi. La forma e il numero degli elementi dentali hanno escluso definitivamente l’ipotesi del polpo. I polpi possiedono sette o nove denti per fila, mentre i nautiloidi ne hanno 13. Il fossile mostrava almeno 11 elementi simili a denti per fila, compatibili con un nautiloide.

I denti corrispondevano a quelli di un nautiloide fossile già noto proveniente dallo stesso sito di ritrovamento nella regione di Mazon Creek, in Illinois. Il Nautilus è una creatura marina con conchiglia ancora presente negli oceani odierni, spesso definita un fossile vivente per le sue origini antichissime. I fossili di Paleocadmus rinvenuti a Mazon Creek rappresentano ora la più antica testimonianza di tessuti molli di nautiloidi nel registro fossile, battendo il precedente record di circa 220 milioni di anni.

Questa riclassificazione ha implicazioni significative per la comprensione dell’evoluzione dei polpi. I dati ora supportano l’ipotesi che i polpi siano apparsi molto più tardi, durante il periodo Giurassico, e non centinaia di milioni di anni prima come si riteneva in base al fossile di Pohlsepia. Gli scienziati ritengono che la separazione evolutiva tra polpi e i loro parenti a dieci braccia, come i calamari, sia avvenuta nell’era Mesozoica.

Il primo studio che identificava Pohlsepia come un polpo fu pubblicato nel 2000 e il fossile venne successivamente utilizzato in numerose ricerche sull’evoluzione dei cefalopodi. L’analisi iniziale suggeriva la presenza di otto braccia, pinne e altre caratteristiche tipiche dei polpi, anticipando la storia conosciuta di questi animali di circa 150 milioni di anni.

Dubbi sull’identificazione erano stati sollevati negli anni, ma fino a tempi recenti non esisteva un metodo chiaro per verificarli. Con questa scoperta, il record del polpo più antico del mondo dovrà essere tranquillamente cancellato dal Guinness dei primati, mentre la scienza acquisisce una comprensione più precisa della timeline evolutiva di uno degli animali marini più affascinanti e intelligenti del pianeta.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Statua di Artemide con un capriolo, conservata al Louvre

Da Apollo ad Artemis: perché la missione della NASA porta il nome di una dea greca (speciale)?

7 Aprile 2026
Foto Artemis

Le foto della Terra scattate da Artemis sono meravigliose (e faranno storia)

4 Aprile 2026
Il contenitore di Artemis

Artemis II è partita e si è portata dietro oltre 5 milioni di persone (tutte “sistemate” in una scheda SD)

2 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.