Durante le ondate di calore estremo, il rischio per la salute aumenta notevolmente, tanto che si registrano picchi nei ricoveri e un incremento significativo dei decessi, in particolare tra anziani e soggetti fragili. I numeri parlano chiaro. Secondo uno studio condotto da scienziati dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, dal 23 giugno al 2 luglio, il numero delle morti legate al calore è triplicato. Il caldo sarebbe responsabile di 317 decessi in eccesso stimati a Milano, 286 a Barcellona, 235 a Parigi, 171 a Londra, 164 a Roma, 108 a Madrid, 96 ad Atene, 47 a Budapest, 31 a Zagabria, 21 a Francoforte, 21 a Lisbona e 6 a Sassari. Ma perché si muore di caldo? Perché il caldo estremo interferisce con i meccanismi di termoregolazione del corpo umano.
Normalmente il corpo mantiene la temperatura interna intorno ai 37°C attraverso la sudorazione. Ma quando l’umidità è elevata o la ventilazione è insufficiente, il sudore non evapora e il calore corporeo non viene disperso. La temperatura interna può così salire rapidamente, fino a 40-41°C, danneggiando organi vitali come cuore, reni e cervello.
Secondo studi pubblicati su JAMA e Circulation, esiste un legame diretto tra ondate di caldo e aumento della mortalità, soprattutto per cause cardiovascolari, cerebrovascolari e respiratorie. In condizioni gravi, l’ipertermia può sfociare nel colpo di calore. Si tratta di un’emergenza medica che comporta sintomi come mal di testa, nausea, vomito, confusione mentale, fino alla perdita di coscienza. Se non trattato immediatamente, può portare al decesso.

Un altro pericolo è la disidratazione, cioè la perdita eccessiva di liquidi non reintegrati, aggravata da sudorazione intensa, febbre o farmaci come i diuretici. I sintomi includono sete, debolezza, crampi, pressione bassa, vertigini, ansia, fino a complicanze circolatorie. L’ipotensione può causare svenimenti, soprattutto negli anziani e nei pazienti cardiopatici, anche per il solo passaggio dalla posizione sdraiata a quella in piedi.
Lo stress da calore colpisce chi pratica attività fisica in ambienti caldi e può causare collasso vascolare, con sintomi come disorientamento, tachicardia, cefalea, irritabilità e riduzione dell’urina. In casi gravi, può evolvere in colpo di calore. Tutto questo sottolinea quanto sia urgente considerare il caldo estremo non solo un disagio, ma una vera e propria minaccia per la salute pubblica.



