Se la tua energia esplode quando il sole tramonta e fatichi a carburare prima di mezzogiorno, potresti far parte di quel 50% della popolazione che la scienza definisce “nottambuli” o cronotipi serali. Tuttavia, una ricerca pubblicata sul Journal of the American Heart Association lancia un allarme: chi vive di notte ha il 79% di probabilità in più di avere una salute cardiaca precaria rispetto a chi segue ritmi intermedi.
L’indagine ha monitorato oltre 322.000 persone per ben 14 anni, scoprendo che la preferenza per le ore piccole si trascina spesso dietro un effetto domino di abitudini rischiose, come una dieta meno equilibrata, meno sport e una maggiore propensione al fumo.
Il problema non è “essere nati pigri”, ma quello che gli esperti chiamano disallineamento circadiano. Il nostro corpo ha un orologio biologico interno che regola tutto, dalla fame alla pressione arteriosa. Quando questo orologio è tarato sulla notte, ma il mondo esterno (scuola, lavoro, impegni) ci costringe a svegliarci presto, si crea un cortocircuito.
Questo stress cronico colpisce soprattutto le donne, che secondo lo studio mostrano un rischio di infarto o ictus superiore del 16% se appartengono al tipo serale. Al contrario, i “mattinieri” naturali sembrano godere di una protezione extra, con un rischio cardiaco ridotto del 5%.

La buona notizia è che il cuore non è condannato solo perché ami le serie TV a mezzanotte. Gli scienziati del Brigham and Women’s Hospital chiariscono che il cronotipo è in parte genetico, quindi non devi forzarti a diventare un mattiniero a tutti i costi. Il segreto sta nel gestire i fattori che puoi controllare. Cerca di andare a letto e svegliarti sempre alla stessa ora, anche nel weekend. Esponiti al sole appena sveglio; aiuta il cervello a resettare il ritmo della giornata. Infine, monitora colesterolo e pressione, evita il fumo e non sottovalutare l’attività fisica.



