Smettere di fumare potrebbe diventare più accessibile per milioni di italiani. È disponibile anche in Italia un farmaco a base di citisina inserito tra le terapie rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Una novità che incide direttamente sui costi per i pazienti e che introduce una possibilità in più per chi vuole interrompere il consumo di tabacco.
Si tratta di un passaggio rilevante nelle politiche di prevenzione: per la prima volta un trattamento di questo tipo può essere prescritto con copertura pubblica. In un Paese in cui si stimano circa 12,5 milioni di fumatori, la riduzione delle barriere economiche rappresenta un elemento centrale per favorire l’accesso alle cure.
La citisina è un principio attivo di origine naturale estratto dal Cytisus laburnum, una pianta nota come maggiociondolo. La sua azione è legata agli stessi recettori cerebrali attivati dalla nicotina: in questo modo contribuisce a ridurre il desiderio di fumare e ad attenuare i sintomi dell’astinenza, come irritabilità, ansia e insonnia.
Secondo i dati analizzati nei centri antifumo, il trattamento può portare alla cessazione del fumo in tempi relativamente brevi. Il percorso prevede infatti che il paziente smetta entro il quinto giorno dall’inizio della terapia, anche se in molti casi può essere necessario un secondo ciclo per consolidare il risultato.

La somministrazione avviene per via orale e ha una durata complessiva di 25 giorni, con un dosaggio progressivamente decrescente. Gli specialisti sottolineano però che il farmaco non rappresenta una soluzione autonoma: la sua efficacia aumenta quando è inserito in un percorso strutturato di supporto, come quelli offerti dai centri antifumo presenti sul territorio.
Il ruolo dell’accompagnamento clinico e psicologico resta infatti determinante, soprattutto per i fumatori con una dipendenza più radicata. Il trattamento farmacologico interviene sui meccanismi biologici della dipendenza, ma il cambiamento delle abitudini richiede anche un supporto sul piano comportamentale.
L’introduzione della citisina tra i farmaci rimborsati si inserisce in un contesto sanitario in cui il fumo continua a rappresentare una delle principali cause evitabili di malattia e mortalità. In Italia il consumo di tabacco è responsabile di oltre 90 mila decessi ogni anno e comporta costi sanitari e sociali stimati in più di 26 miliardi di euro.
La molecola è già presente nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità ed è utilizzata da tempo in diversi Paesi europei. Il suo inserimento nel sistema sanitario nazionale italiano amplia quindi le opzioni terapeutiche disponibili, allineando il Paese a strategie già adottate in altri contesti.
Secondo gli esperti, la citisina può essere considerata un’opzione di prima linea nel trattamento della dipendenza da tabacco. Può essere prescritta dai medici di medicina generale e dagli specialisti, tra cui pneumologi, oncologi e cardiologi, oltre che nei servizi dedicati alle dipendenze.
L’obiettivo resta quello di offrire strumenti più accessibili ed efficaci per favorire la cessazione del fumo. In questo quadro, la combinazione tra terapia farmacologica e supporto specialistico continua a rappresentare l’approccio più indicato per aumentare le probabilità di successo nel lungo periodo.



