Nel cuore del Mississippi, in una tranquilla zona residenziale nei pressi di Southaven, qualcosa è cambiato radicalmente nell’estate del 2024. Da un giorno all’altro, un rombo continuo e assordante, paragonabile al traffico incessante di un aeroporto, ha cominciato a sovrastare il silenzio di strade che non avevano mai conosciuto nulla di simile. La causa? Diciotto turbine a metano trasportate su rimorchi su iniziativa di xAI, la società di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo.
Le turbine, installate senza preavviso nei pressi di un ex impianto industriale dismesso acquisito da xAI nel 2024, funzionano senza interruzioni, giorno e notte, per soddisfare l’enorme fabbisogno energetico dei data center dedicati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. A dicembre sono arrivate altre nove unità, portando il totale a 27. E non è finita: l’azienda ha presentato domanda per un permesso che consentirebbe l’installazione di ben 41 turbine permanenti su un’area di circa 46 ettari.
L’operazione di xAI a Southaven si inserisce in un disegno industriale di proporzioni storiche. L’azienda ha annunciato un investimento complessivo di oltre 20 miliardi di dollari nell’area del Mississippi, parte dei quali destinata alla costruzione di un nuovo data center che Musk ha ribattezzato con il nome provocatorio di MACROHARDRR — una frecciata nemmeno troppo velata al competitor Microsoft. Secondo il governatore dello stato, si tratta del più grande investimento privato nella storia del Mississippi.
L’operazione non è un caso isolato. Colossi come Microsoft, OpenAI e Google stanno riversando capitali miliardari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale in tutto il paese, con data center che richiedono enormi quantità di energia elettrica e vastissime superfici di terreno. Questo fenomeno sta mettendo comunità residenziali di fronte a scelte difficili: accettare la trasformazione industriale del proprio territorio in cambio di nuovi posti di lavoro e gettito fiscale, oppure opporsi in nome della qualità della vita e della salute pubblica.

Il 17 febbraio si è tenuta un’affollata udienza pubblica sulla richiesta di xAI per le turbine permanenti. Centinaia di residenti si sono presentati, molti indossando magliette con la scritta “Non tutti i soldi sono denaro buono”. I cittadini intervenuti hanno denunciato ai regolatori statali che le operazioni attuali e i piani futuri di xAI aggraveranno ulteriormente la qualità dell’aria in una contea già alle prese con problemi ambientali cronici. Nessuno, tra il pubblico presente, si è espresso a favore della concessione del permesso.
Secondo i dati di Data Center Watch, che monitora l’opposizione locale a queste infrastrutture, nell’ultimo trimestre del 2024 sono stati bloccati o rallentati progetti per un valore stimato di 98 miliardi di dollari in tutto il paese. La pressione delle comunità locali è dunque un fenomeno sistemico, non una reazione isolata.
Il caso di Southaven non è il primo del suo genere: nel Nord della Virginia, nella zona nota come Data Center Alley, alcuni proprietari di case hanno già cercato di vendere le proprie abitazioni per sfuggire al ronzio costante degli impianti tecnologici.
L’amministrazione comunale di Southaven ha assunto una posizione di sostanziale appoggio al progetto. Il sindaco ha definito l’investimento di xAI paragonabile all’arrivo di FedEx negli anni Settanta — una delle aziende che oggi rappresenta uno dei principali datori di lavoro dell’area metropolitana di Memphis. La città ha recentemente accettato una donazione di 1,38 milioni di dollari da MZX Tech, società affiliata a xAI, destinata al dipartimento di polizia locale.
Sul fronte del rumore, xAI ha installato una barriera acustica da 7 milioni di dollari, ma i lavori per un ulteriore terrapieno fonoassorbente non sono ancora iniziati. Gli ingegneri sono ancora nella fase di studio per individuare la soluzione tecnica più efficace. L’azienda ha dichiarato di voler rimuovere alcune delle turbine più rumorose e assicura che le unità permanenti in progetto produrranno un livello di emissioni acustiche significativamente inferiore. Ma al momento, non è così.



