Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Lifestyle » “Basta infornare quegli stampi colorati”. La verità sul silicone: ecco cosa finisce davvero nel tuo piatto

“Basta infornare quegli stampi colorati”. La verità sul silicone: ecco cosa finisce davvero nel tuo piatto

Uno studio rivela che alcuni stampi in silicone rilasciano silossani nel cibo. Come ridurre i rischi del 95% e quali accorgimenti adottare per una cottura sicura.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene11 Marzo 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Dei muffin al cioccolato
Dei muffin al cioccolato (fonte: Unsplash)

Gli stampi da forno in silicone sono ormai una presenza fissa nelle cucine di mezzo mondo: pratici, flessibili, antiaderenti. Ma uno studio pubblicato nell’ottobre 2025 sul Journal of Hazardous Materials da un gruppo di ricercatori di Health Canada – l’agenzia sanitaria canadese – ha sollevato domande concrete sulla loro sicurezza alimentare.

I ricercatori hanno testato 25 stampi in silicone di largo consumo (teglie per muffin, ciambelle, plumcake e biscotti) riempiendoli con un simulante alimentare a base di sabbia e olio, cotti poi a 177 °C per un’ora. Il risultato: tutti gli stampi rilasciano silossani ciclici, composti chimici che si formano come sottoprodotto della polimerizzazione del silicone e che si trovano anche in cosmetici, lubrificanti e prodotti industriali.

Nelle 25 confezioni analizzate, le concentrazioni totali di silossani ciclici variavano tra 680 e 4.300 microgrammi per grammo di materiale; la migrazione risultava più intensa negli stampi con maggiore superficie di contatto con il cibo, come quelli multicavità per muffin o ciambelle. Anche l’aria in cucina ne risultava temporaneamente contaminata: durante la cottura, la concentrazione nell’aria raggiungeva una media oraria di circa 646 microgrammi per metro cubo, ma scendeva rapidamente una volta spento il forno.

Sul fronte della tossicità, i ricercatori sono stati cauti: il team ha sottolineato di non aver valutato i rischi per la salute associati a questi composti, dato che i dati scientifici disponibili sono ancora limitati. Tuttavia, una revisione del 2024 pubblicata sulla National Library of Medicine aveva già segnalato che i silossani D4, D5 e D6 sono associati a perturbazione endocrina, tossicità riproduttiva e danni epatici. Un ulteriore elemento di attenzione riguarda i bambini: rapportando l’esposizione al peso corporeo, i bambini piccoli risultano la categoria più esposta, sia per ingestione che per inalazione.

Stampi da forno a forma di cuore
Stampi da forno a forma di cuore (fonte: Unsplash)

La buona notizia – ed è una notizia concreta – è che il problema si riduce drasticamente con l’uso. Già dopo tre cicli di cottura, la migrazione chimica cala di circa il 95% e continua a diminuire con gli utilizzi successivi. Questo significa che il momento più critico è il primo utilizzo di uno stampo nuovo.
Sul mercato europeo, il quadro non è del tutto rassicurante: il BEUC, l’organizzazione europea dei consumatori, ha rilevato che il 23% dei 44 prodotti testati in Europa rilasciava sostanze chimiche in quantità elevate o crescenti nel tempo, tra cui tre silossani classificati come sostanze di alta preoccupazione (SVHC).

Non è necessario buttare via gli stampi in silicone, ma qualche accorgimento è utile, specie se gli strumenti sono nuovi. Prima di usarli con alimenti veri, è consigliabile effettuare uno o più cicli di “precottura” a vuoto o con un impasto di prova, per ridurre il rilascio iniziale di silossani; aerare bene la cucina durante e dopo la cottura è altrettanto importante.

Chi vuole stare sul sicuro può orientarsi verso stampi in silicone platinico, considerato più stabile, e verificare la presenza del marchio CE come garanzia minima di conformità alle norme europee. Gli stampi che si deformano, cambiano colore o presentano crepe vanno sostituiti.

Il tema resta aperto sul piano scientifico – mancano ancora studi approfonditi sui silossani pesanti (D7-D16), quelli che tendono a restare nel cibo più che evaporare nell’aria – ma la direzione della ricerca è chiara: il silicone non è inerte come si è creduto a lungo, e merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta finora.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Cucchiaio di burro vicino al biberon

Burro ai bebè per farli dormire? Perché l’ultimo trend di TikTok terrorizza i medici: “Non fatelo”

11 Marzo 2026
Un uomo in giacca e cravatta

Non è mai troppo tardi: ecco perché sempre più lavoratori cambiano carriera dopo i 40 anni

10 Marzo 2026

Un adulto su tre dorme poco e male: cosa sta succedendo al nostro sonno e come possiamo migliorarlo

10 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.