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Home » Lifestyle » Bellezza » Il collagene della pelle non dipende solo dall’età: le abitudini che lo fanno degradare più in fretta

Il collagene della pelle non dipende solo dall’età: le abitudini che lo fanno degradare più in fretta

Collagene e pelle: età, raggi UV, fumo e alimentazione possono influenzarne la struttura. Ecco quali abitudini aiutano davvero a proteggerla.
Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino11 Settembre 2026
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donna che protegge il viso dal sole
donna che protegge il viso dal sole - Pexels

Quando la pelle comincia a perdere elasticità, la spiegazione che viene in mente per prima è quasi sempre la stessa: stiamo invecchiando. Vero, ma solo in parte. Con gli anni la produzione di collagene cambia in modo fisiologico, eppure il calendario non è l’unico fattore in gioco. L’esposizione ai raggi ultravioletti, il fumo e alcune abitudini quotidiane possono accelerare quei processi che rendono la pelle meno compatta.

Prima ancora di chiedersi come “aggiungere” collagene, quindi, conviene capire che cosa si può fare per non favorirne la degradazione.

Il collagene non è una riserva che basta riempire

Il collagene è una delle principali proteine strutturali della pelle. Prodotto soprattutto dai fibroblasti del derma, lavora insieme ad altri componenti del tessuto connettivo, come l’elastina, e contribuisce in modo decisivo alla sua resistenza e alla sua elasticità. Con l’età questo equilibrio si modifica: l’organismo ne sintetizza meno, mentre quello già presente nei tessuti viene progressivamente rimodellato.

È qui che nasce un equivoco piuttosto diffuso. Mangiare o assumere collagene non equivale a trasferirlo direttamente nella pelle, come si farebbe riempiendo un serbatoio. Le proteine introdotte con l’alimentazione vengono digerite e scomposte in aminoacidi e piccoli peptidi, che l’organismo impiega poi secondo le proprie necessità, e non necessariamente dove vorremmo noi.

Questo non significa che alimentazione e integratori siano irrilevanti, ma che vanno collocati nel contesto giusto. In commercio esistono, per esempio, formule di collagene da bere in polvere pensate per essere sciolte nelle normali bevande, che alcune persone scelgono di affiancare alla dieta. Si tratta però di un tassello eventuale della routine, non di una scorciatoia in grado di compensare abitudini che espongono di continuo la pelle a fattori dannosi.

donna che fa skincare
Donna che fa skincare (fonte: Pixabay)

Il sole pesa più di quanto suggerisca lo specchio

Tra i fattori esterni, l’esposizione ai raggi UV merita un’attenzione particolare, anche perché il danno non coincide soltanto con la classica scottatura estiva. Pure le esposizioni ripetute, spesso percepite come innocue e accumulate nel corso degli anni, contribuiscono al cosiddetto fotoinvecchiamento, che può tradursi in perdita di elasticità, rughe e alterazioni della pigmentazione.
Per lo stesso motivo, relegare la protezione solare alle giornate in spiaggia è una cattiva idea: le nuvole non schermano del tutto i raggi ultravioletti e gli UVA riescono ad attraversare anche i vetri delle finestre. CultWeb aveva già affrontato il tema raccontando il fenomeno del Suncare Skepticism e del rifiuto dell’SPF tra i più giovani, una tendenza che mostra con quanta facilità la prevenzione venga messa da parte quando il danno non si vede subito.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che i raggi UVA possono raggiungere gli strati più profondi della pelle, contribuendo alla progressiva perdita di elasticità e all’invecchiamento precoce. Anche gli UVB partecipano al fotoinvecchiamento e restano, per di più, tra le principali cause delle scottature.

Una donna che prende il sole
Una donna che prende il sole (fonte: Unsplash)

Il fumo è un altro fattore su cui si può intervenire

Se sull’età biologica il margine di manovra è ridotto, altre esposizioni dipendono in larga parte dalle nostre scelte. Il fumo è una di queste. Le sostanze contenute nella sigaretta favoriscono lo stress ossidativo e alterano i tessuti, con conseguenze che possono riflettersi anche sull’aspetto della pelle.

Come spiega un approfondimento di Humanitas Salute sugli effetti del fumo sulla cute, i prodotti della combustione del tabacco risultano particolarmente dannosi per le fibre di collagene ed elastina. A questo si somma la riduzione dell’ossigeno che arriva ai tessuti, che rende l’incarnato più spento, mentre la ripetizione dei movimenti legati al gesto di fumare favorisce nel tempo le rughe d’espressione.

Il punto, dunque, non è trovare il prodotto, cosmetico o alimentare, capace di “annullare” l’effetto di una sigaretta. È esattamente l’opposto: ridurre un fattore evitabile ha una logica molto più solida che tentare di compensarlo in seguito con una routine beauty sempre più complessa.

Anche la dieta conta, ma senza inseguire l’ingrediente miracoloso

Per produrre regolarmente le proprie proteine strutturali, l’organismo ha bisogno di un’alimentazione sufficientemente varia, che fornisca proteine e micronutrienti. La vitamina C, per esempio, interviene nei normali processi di formazione del collagene ed è presente in alimenti di uso comune come agrumi, kiwi, peperoni e broccoli.

Per questo ha poco senso concentrare tutta l’attenzione su un singolo “superfood”. Più concretamente, conviene chiedersi se nell’arco della giornata trovano spazio fonti proteiche adeguate, dal pesce alle uova, dai legumi ai latticini, insieme a una buona quota di frutta e verdura. Affidare l’intera strategia a una polvere, a una bevanda o all’ingrediente di moda del momento significa guardare il problema da un’angolazione troppo stretta.

vitamina C
vitamina C (fonte: Unsplash)

La strategia più semplice è anche quella meno spettacolare

Se l’obiettivo è prendersi cura della pelle nel lungo periodo, stabilire una gerarchia di priorità aiuta a distinguere ciò che è fondamentale da ciò che è accessorio. Alcune abitudini quotidiane possono infatti avere un ruolo più importante rispetto alla semplice aggiunta di prodotti o integratori:

  • Limitare l’esposizione al sole nelle ore più intense e proteggere la pelle dai raggi UV durante tutto l’anno, non solo in estate.
  • Non fumare, oppure intraprendere un percorso per smettere.
  • Mantenere un’alimentazione varia, con un apporto adeguato di proteine e micronutrienti.
  • Scegliere una skincare sostenibile nel tempo, senza accumulare prodotti solo perché promettono un effetto anti-age: come emerge anche dal dibattito sul cosiddetto skin fasting, il “digiuno” della pelle, un eccesso di attivi può finire per irritare la barriera cutanea.
  • Considerare eventuali integratori come un complemento, non come un sostituto delle abitudini precedenti.
donna che fa skincare
donna che fa skincare (fonte: Unsplash)

Prima proteggere, poi eventualmente aggiungere

L’obiettivo non è combattere ogni segno del tempo. L’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico e nessuna routine può fermarlo, ma si può evitare di accelerarne inutilmente alcuni meccanismi.
Accanto alla domanda su come aumentare il collagene, allora, ce n’è un’altra forse più utile: che cosa, nella vita di tutti i giorni, sta danneggiando la pelle. Spostare l’attenzione dalla promessa di recuperare ciò che si perde alla possibilità concreta di proteggere ciò che ancora c’è non ha il fascino di una formula anti-età, ma giorno dopo giorno si rivela la scelta più ragionevole.

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