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Home » Lifestyle » Burro ai bebè per farli dormire? Perché l’ultimo trend di TikTok terrorizza i medici: “Non fatelo”

Burro ai bebè per farli dormire? Perché l’ultimo trend di TikTok terrorizza i medici: “Non fatelo”

Il trend "Butter Baby" su TikTok spinge i genitori a dare cucchiaiate di burro ai neonati per farli dormire. Ecco cosa dicono davvero i pediatri.
RedazioneDi Redazione11 Marzo 2026
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Cucchiaio di burro vicino al biberon
Cucchiaio di burro vicino al biberon (CultWeb.it)

Su TikTok dilagano i video di genitori che offrono cucchiaiate, o addirittura panetti interi, di burro ai propri neonati, convinti che l’alto contenuto di grassi favorisca un sonno più lungo. I pediatri sono preoccupati. E la scienza smentisce tutto. Si chiama Butter Baby ed è l’ennesimo trend virale nato sui social che sta mettendo in allarme medici e nutrizionisti in tutto il mondo, Italia compresa. Il meccanismo è semplice: madri sorridenti pubblicano video in cui somministrano ai propri figli piccoli, a volte neonati, generose dosi di burro, con la convinzione che la densità calorica dell’alimento aiuti il bambino a restare sazio più a lungo e, di conseguenza, a dormire senza svegliarsi per l’intera notte.

@alexialarose71 We don’t do this every night, if she didn’t get much healthy fats or protein I’ll give her some and she has transitioned from 2 wakes to 1 (last 3 nights in a row; we started last week) We use grass fed butter and she loves this! Has this worked for anyone else? #butter #baby #hack #sleep #crunchymom #healthyfats #grassfedbutter ♬ Cute – Aurel Surya Lie

Alcuni post hanno già superato i cinque milioni di visualizzazioni, generando una catena di imitatori.La tendenza non è del tutto nuova. In passato la stessa promessa veniva fatta con i cereali di riso aggiunti al biberon: anche quella pratica, poi, fu smentita dalla ricerca scientifica. Ora tocca al burro, e la risposta degli esperti è ugualmente netta.Tra i primi a intervenire pubblicamente in Italia c’è stato Matteo Bassetti, infettivologo e noto divulgatore scientifico, che sui propri canali social ha pubblicato un post di allerta, invitando i genitori a non affidarsi alle tendenze online non verificate per le scelte alimentari dei propri figli. Bassetti ha sottolineato come la pratica sia priva di qualsiasi fondamento medico.

Il problema principale è di natura nutrizionale. Il burro è un alimento ad altissima densità energetica, ma povero di nutrienti essenziali: non contiene ferro, zinco, fibre in quantità significativa, né proteine sufficienti per sostenere la crescita. Somministrarlo in grandi quantità come spuntino autonomo rischia di sottrarre spazio a quegli alimenti che, nei primi anni di vita, sono indispensabili per lo sviluppo cerebrale e fisico.

La situazione diventa ancora più critica per i bambini al di sotto dei sei mesi. Per questa fascia d’età, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento esclusivo al seno: introdurre alimenti solidi, burro compreso, in questa fase può alterare l’equilibrio della flora intestinale, rendendo il bambino più vulnerabile alle infezioni proprio quando le difese immunitarie sono ancora in via di sviluppo.

Oltre i sei mesi, quando si avvia lo svezzamento, la dieta dovrebbe includere frutta, verdura, cereali integrali, proteine animali e vegetali in proporzioni equilibrate. Usare il burro come snack isolato significa impoverire questa finestra cruciale, non arricchirla.

Gli esperti non escludono del tutto il burro dalla dieta dei bambini: un cucchiaino o due al giorno, sciolto in un purè di verdure o spalmato su un alimento solido, è generalmente ritenuto accettabile. Reed suggerisce di pensare al burro come a qualsiasi altro ingrediente da bilanciare: non l’unica fonte di grassi, ma uno tra tanti, insieme ad avocado, pesce azzurro, olio extravergine d’oliva e hummus.

C’è però un nodo che sarebbe riduttivo ignorare. Dietro a questo trend ci sono genitori esausti, privati del sonno per settimane o mesi di fila. La ricerca suggerisce che bastano due notti di sonno disturbato per far avvertire fisicamente gli effetti dell’affaticamento. È comprensibile che si cerchi una soluzione rapida, e il burro costa meno di molti rimedi da banco. Ma è precisamente questa vulnerabilità che i trend social non verificati tendono a sfruttare.

Se un bambino si sveglia durante la notte con frequenza insolita, il primo passo è verificare che il suo fabbisogno calorico diario sia adeguatamente coperto durante le ore di veglia. Un piccolo spuntino serale, yogurt, una fetta di pane con crema di frutta secca, può avere senso in alcuni casi, ma va sempre concordato con il pediatra di riferimento. Lo stesso vale per qualsiasi dubbio sul sonno: i professionisti della pediatria esistono anche per questo, e conoscono le implicazioni a lungo termine di ogni scelta alimentare.

 

 

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