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Home » Lifestyle » Chi è la Doula e perché oggi se ne parla tanto

Chi è la Doula e perché oggi se ne parla tanto

Negli ultimi tempi si parla molto di una figura nuova, la doula, legata alla gravidanza e al parto. Ecco chi è.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti22 Maggio 2025
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donna che partorisce in vasca
donna che partorisce in vasca (fonte: Unsplash)

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso della figura della doula, un termine che si rifà al greco antico. Il suo significato letterario è “serva della donna”, ma, ad oggi, indica una professionista non sanitaria che offre supporto emotivo, pratico e informativo alla donna durante la gravidanza, il parto e il post-parto. Non si tratta, dunque, di una moda passeggera. L’interesse crescente attorno alla doula, infatti, riflette un bisogno reale di assistenza personalizzata e continua in un momento tanto delicato quanto trasformativo della vita di una donna.

Ma qual è, essenzialmente, il suo ruolo? La doula non sostituisce né il ginecologo né l’ostetrica. La sua funzione è complementare. Questa, infatti, si prende cura del benessere emotivo e pratico della futura madre, della coppia o della famiglia, fornendo un accompagnamento continuo che il sistema sanitario, per ragioni strutturali, spesso non riesce a garantire. Come spiega l’Associazione Doula Italia (ADI), si tratta di una figura di sostegno che agisce in ascolto, senza giudizio e senza interferire con le scelte mediche o cliniche della donna.

Secondo uno studio pubblicato dalla Cochrane Collaboration, una delle fonti più autorevoli in ambito medico, poi,  la presenza costante di una figura di supporto durante il travaglio, come appunto una doula, è associata a una maggiore soddisfazione della madre, una riduzione del ricorso al parto cesareo, meno richieste di analgesici e una durata minore del travaglio stesso. Non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un accompagnamento continuo per ogni partoriente, sottolineando i benefici di un’assistenza empatica e costante.

piedini di un neonato
I piedini di un neonato (fonte: Unsplash)

Il rinnovato interesse per le doule è legato anche a un cambiamento culturale in corso. Le donne chiedono più protagonismo e consapevolezza nei percorsi di nascita, desiderano essere ascoltate e sostenute in modo non standardizzato. La pandemia da Covid-19 ha inoltre amplificato il senso di solitudine e incertezza nelle neomamme, spingendo molte a cercare un supporto più umano e personalizzato. A ciò si aggiunge un’attenzione crescente al postpartum, una fase spesso trascurata ma cruciale, dove la doula può offrire un aiuto concreto dall’allattamento alla gestione della stanchezza, fino al supporto psicologico.

In Italia, sebbene non esista ancora un riconoscimento ufficiale della professione, sono attivi diversi enti di formazione, come il MIPA (Movimento Internazionale Parto Attivo) e l’ADI, che si occupano di formare doule secondo standard condivisi. In altri Paesi, come gli Stati Uniti, il Canada o i Paesi Bassi, invece, questo ruolo è più consolidato e talvolta persino coperto da assicurazioni sanitarie.

L’attrice Francesca Inaudi ha raccontato di essere diventata doula dopo una gravidanza difficile, vissuta negli USA in preda al terrore.

“All’inizio pensavo a un sito dove una donna incinta potesse trovare testimonianze di altre donne che la facessero sentire capita, accolta. Ora cerco un posto fisico per creare un “club delle mamme” tutt’altro che elitario dove incontrarsi, bere una tisana, trovare professionisti, raccontarsi. Un luogo di condivisione più che di apprendimento senza cattedre né giudizi. Per me è un atto politico. Dobbiamo riprendere il controllo del nostro corpo, il potere di scelta, smettere di rimuovere, di negare, reclamare un ruolo per quel che siamo e non vestendo panni maschili, vivere la gravidanza e la nascita come un momento straordinario e devastante, splendido e terrificante, comunque trasformativo in cui al centro ci siamo noi donne“.

Ecco perché parlare di doula oggi significa aprire una riflessione più ampia sul modo in cui viviamo e accompagniamo la nascita. In un sistema spesso orientato alla prestazione e alla medicalizzazione, la doula rappresenta un ritorno all’ascolto, alla relazione, alla continuità. Certo non una figura salvifica, ma una presenza capace di fare la differenza.

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