Anche nella cucina i trend sono destinati a tornare ciclicamente, come sta succedendo con il Cloud Bread, il pane nuvola, che è tornato a dominare i feed di Instagram e TikTok come nuovo trend gastronomico del 2026. Nato negli anni ’70 e riscoperto durante il periodo del Covid, quando ha iniziato a circolare con forza nei mesi di lockdown, oggi registra milioni di visualizzazioni e una partecipazione massiccia da parte degli utenti, soprattutto della Generazione Z.
I motivi del successo sono presto spiegati: la sua preparazione estremamente semplice e l’impiego di pochi ingredienti come albumi d’uovo, yogurt greco o formaggio cremoso. I bianchi vengono montati fino a ottenere una consistenza stabile e spumosa, quindi incorporati con delicatezza agli altri ingredienti e cotti in forno. Il risultato è un prodotto soffice e leggero, privo di farina e zucchero e con un contenuto proteico elevato, che richiama l’aspetto del pane tradizionale pur rappresentandone un’alternativa radicale.
La diffusione del Cloud Bread è particolarmente forte tra chi segue regimi alimentari low-carb e chetogenici, nei quali la riduzione dei carboidrati è un elemento centrale. La sua facilità di realizzazione, poi, è particolarmente apprezzata da chi è alle prime armi in cucina.
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Come detto, il Cloud Bread è un prodotto nato negli anni ’70, quando veniva associato alla dieta Atkins, un regime alimentare caratterizzato da un apporto ridottissimo di carboidrati, fino a circa 5 grammi al giorno. Il Cloud Bread può essere arricchito con ingredienti aggiuntivi come aromi, estratti, coloranti alimentari, frutta secca o semi, gocce di cioccolato, modificandone gusto e aspetto.
Ma come si fa il Cloud Bread? Si montano gli albumi insieme a zucchero e amido di mais fino a ottenere una consistenza densa e stabile. Poi, si lavorano i tuorli con formaggio cremoso fino a ottenere un composto omogeneo, che viene poi unito agli albumi con movimenti delicati. L’impasto viene quindi disposto su una teglia leggermente unta, modellato in porzioni e cotto in forno a circa 180 gradi per almeno 25 minuti, fino a una leggera doratura.
Va fatto raffreddare completamente prima del consumo. Il risultato finale è morbidissimo e sufficientemente invitante. I social sono invasi da ricette e varianti, più o meno “fit”, più o meno ricche; di sicuro è un’ottima ricetta per iniziare a sperimentare con i fornelli per preparare piatti gustosi e anche nutrienti. La ricetta è disponibile anche in versione vegana, ovvero 100% vegetale, con l’acquafaba, ovvero l’acqua di cottura dei legumi, utilizzata al posto degli albumi.
