Il co-fondatore di Ben & Jerry’s, Ben Cohen, ha annunciato che la casa madre Unilever ha bloccato il lancio di un nuovo gusto di gelato pensato per esprimere solidarietà con la Palestina. La rivelazione approfondisce una disputa ormai pluriennale tra il celebre marchio di gelati, noto per il suo attivismo sociale, e il colosso britannico dei beni di consumo che lo possiede dal 2000.
Cohen ha reso pubblica la notizia attraverso un video su Instagram martedì scorso, dichiarando la sua intenzione di creare personalmente un nuovo sorbetto al gusto anguria. L’imprenditore americano ha chiesto ai suoi follower di suggerire nomi per il prodotto e ingredienti da aggiungere, specificando che si tratta di un’iniziativa indipendente che Ben & Jerry’s non ha potuto realizzare a causa delle restrizioni imposte da Unilever.
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La scelta dell’anguria non è casuale: questo frutto è diventato un simbolo di solidarietà con i palestinesi per i suoi colori – rosso, verde, nero e bianco – che richiamano quelli della bandiera palestinese. Nel video girato in una cucina, Cohen, che è di religione ebraica, ha affermato: “Sto facendo quello che loro non potevano fare. Sto creando un gelato al gusto anguria che chiede una pace permanente in Palestina e la riparazione dei danni che sono stati fatti lì”.
I co-fondatori di Ben & Jerry’s hanno accusato Unilever e Magnum di aver illegalmente impedito alla loro azienda di “onorare la propria missione sociale”, un principio fondamentale su cui il marchio è stato costruito oltre 40 anni fa. Ben & Jerry’s ha infatti una lunga storia di attivismo su questioni politiche, ambientali e umanitarie, compreso il conflitto israelo-palestinese.
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Il nuovo gusto verrà sviluppato sotto il marchio Ben’s Best, l’etichetta di gelati attivisti personale di Cohen, creata inizialmente nel 2016 per sostenere il candidato presidenziale Bernie Sanders con il gusto “Bernie’s Back”. Secondo quanto dichiarato dall’imprenditore, questa sarà la prima di una serie di creazioni pensate per dare voce alle cause che Ben & Jerry’s è stato costretto a non affrontare pubblicamente da Unilever.
La tensione tra il marchio e la sua casa madre non è nuova. Nel 2021, Ben & Jerry’s aveva rifiutato di vendere i propri prodotti nelle aree occupate da Israele. In risposta, Unilever aveva venduto le operazioni israeliane dell’azienda a un licenziatario locale, permettendo così al gelato di continuare a essere venduto nella Cisgiordania occupata, una decisione che aveva suscitato forti critiche da parte dei fondatori.
La controversia ha avuto ripercussioni significative anche all’interno dell’azienda. Lo scorso settembre, l’altro co-fondatore Jerry Greenfield si è dimesso da Ben & Jerry’s dopo decenni di attività, citando preoccupazioni sul fatto che l’indipendenza dell’azienda fosse stata compromessa dalla decisione di Unilever di limitarne l’attivismo sociale. All’epoca, Ben Cohen aveva commentato: “Jerry ha un cuore davvero grande e questo conflitto con Unilever glielo stava spezzando”.
Cohen aveva aggiunto di essere determinato a continuare a lavorare dall’interno dell’azienda per difenderne l’indipendenza, affinché possa “realizzare la missione sociale e i valori su cui è stata fondata e che ha mantenuto per oltre 40 anni”. Magnum ha dichiarato che Ben & Jerry’s continuerà a concentrarsi su “campagne significative e di impatto vicine alle sue comunità”, incluse iniziative per migliorare le condizioni negli alloggi per rifugiati nel Regno Unito e la difesa dei diritti di libertà di espressione negli Stati Uniti.



