I fiori hanno una bellezza effimera che spesso ci lascia con un pizzico di nostalgia quando appassiscono. Che si tratti delle rose del giardino o del bouquet ricevuto per un’occasione speciale, esiste però un modo per preservarne la bellezza per mesi: l’essiccazione. I fiori secchi, infatti, non sono solo un ricordo duraturo, ma diventano veri e propri elementi decorativi che portano un tocco di primavera in casa durante tutto l’anno.
Secondo Jim Sutton, direttore associato del design espositivo dei Longwood Gardens, e Carla Wingett di Idlewild Floral, esistono diverse tecniche per essiccare i fiori, ciascuna con caratteristiche specifiche che si adattano a diverse tipi e risultati desiderati. La chiave del successo sta nella scelta del metodo giusto, nel momento opportuno del taglio e nella selezione delle varietà più adatte.
L’essiccazione all’aria rappresenta il metodo più semplice ed economico, oltre a essere completamente ecologico. Per iniziare, bisogna raccogliere fiori freschi appena sbocciati, tagliandoli con diversi centimetri di stelo. È fondamentale rimuovere le foglie, poiché un eccesso di fogliame rallenta l’essiccazione e può causare marciume. Gli steli vanno poi legati insieme con un elastico e appesi con i boccioli rivolti verso il basso in un’area ben ventilata, lontano dalla luce solare diretta.
Un aspetto affascinante di questa tecnica riguarda la forma finale dei fiori. Come spiega Wingett, gli steli manterranno per sempre quella originale. Questo offre infinite possibilità creative: si possono far seccare i fiori in piedi in un vaso vuoto per ottenere forme naturali, oppure adagiarli su una superficie asciutta modellando delicatamente gli steli in archi e curve a forma di S.

La pressatura, invece, è ideale per chi vuole utilizzare i fiori in progetti creativi come segnalibri, gioielli, saponette o decorazioni per torte. Questa tecnica funziona meglio con fiori piccoli e delicati dal basso contenuto di umidità: viole del pensiero, non-ti-scordar-di-me, margherite, cosmos e singoli petali di rose o delphinium sono scelte eccellenti. È importante raccogliere i fiori in una giornata asciutta per evitare umidità in eccesso.
Il procedimento richiede di posizionare i fiori tra due fogli di carta oleata o pergamena, inseriti a loro volta tra due fogli di compensato fissati con bulloni ad aletta agli angoli. In alternativa, funziona perfettamente un libro pesante. Wingett suggerisce che i fiori pressati, pur non adattandosi alle composizioni in vaso poiché spesso lo stelo va rimosso, risultano splendidi applicati sui lati di una torta glassata, come decorazioni per biscotti o attaccati a segnaposto per occasioni speciali.
Per chi desidera mantenere intatte forma e consistenza dei fiori più delicati, i cristalli di silice rappresentano la soluzione ottimale. Questo metodo, pur essendo più costoso a seconda del numero di fiori da trattare, preserva perfettamente ninfee, rose e crisantemi. Il processo prevede di riempire un contenitore di plastica con coperchio con uno o due centimetri di silice, posizionare i fiori con la corolla rivolta verso l’alto e ricoprirli completamente con altro silice. Una volta asciutti, basta spazzolare via delicatamente la polvere residua, e i cristalli possono essere riutilizzati.
La glicerina liquida offre un approccio completamente diverso: invece di rimuovere l’umidità dai fiori, la sostituisce. Questo metodo dona ai fiori una consistenza morbida e flessibile, mantenendo spesso la lucentezza naturale del fogliame. La glicerina viene assorbita dagli steli e sostituisce gradualmente l’acqua nei tessuti, preservandone la flessibilità. La tecnica funziona con qualsiasi tipo di fiore, dalle piccole felci alle strutturali magnolie, fino alle ortensie globose.
Per questo metodo, si prepara una miscela di una parte di glicerina e due parti di acqua in un secchio, riempiendolo per circa cinque centimetri. Gli steli tagliati vengono immersi nella soluzione e lasciati finché non assorbono completamente la glicerina. Successivamente si rimuovono e si lasciano asciugare all’aria.
La scelta dei fiori varia in base al metodo selezionato. Per l’essiccazione all’aria sono ideali varietà robuste con steli resistenti come paglia, graminacee e cereali, ortensie e rose, ma anche amaranto, celosia, lavanda, eucalipto, eringio e achillea. La silice si presta particolarmente per boccioli fragili che con altri metodi potrebbero raggrinzirsi.
I tempi di essiccazione dipendono sia dal metodo che dal tipo di fiore. L’essiccazione all’aria richiede generalmente dalle due alle tre settimane, la pressatura dalle due alle quattro settimane, mentre con la silice servono da una a tre settimane. Il metodo con glicerina è il più lungo, necessitando da una a sei settimane a seconda della dimensione e struttura del fiore.
Il momento della raccolta è cruciale per il successo dell’operazione. La tentazione comune è di essiccare un bouquet amato quando ha già superato il suo apice, ma questo è l’errore più frequente. Come sottolinea Wingett, il momento migliore per essiccare i fiori è quando hanno appena aperto i boccioli e sono ancora vigorosi. I fiori vanno raccolti quando sono completamente aperti, ma non al punto in cui i petali diventano morbidi e iniziano a cadere facilmente.
Che si tratti di preservare i fiori del proprio giardino o di immortalare un bouquet dal significato particolare, queste tecniche permettono di estendere la vita dei fiori ben oltre la loro stagione naturale, trasformandoli in decorazioni durature che portano bellezza e ricordi in casa per mesi.



