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Home » Lifestyle » Fungo gourmet “scappa” dalle cucine e invade le foreste americane: “È davvero terrificante”

Fungo gourmet “scappa” dalle cucine e invade le foreste americane: “È davvero terrificante”

I funghi ostrica dorati, specie invasiva dagli USA, minacciano gli ecosistemi forestali soppiantando le specie native.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino5 Novembre 2025
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Il Pleurotus citrinopileatus
Il Pleurotus citrinopileatus (fonte: Chatama - CC0/ Wikimedia Commons)
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C’è un fungo dal colore giallo, morbido al tatto e delizioso in cucina che sta preoccupando gli scienziati americani. Questo fungo – l’orecchione dorato o fungo ostrica (chiamato anche Pleurotus citrinopileatus) – sta creando un disastro ecologico negli Stati Uniti. Arrivato dall’Asia orientale all’inizio degli anni 2000, ha conquistato i cuochi americani grazie al suo aspetto spettacolare e al sapore deciso. Ma c’è un problema enorme: è finito nei boschi, dove si sta espandendo a una velocità allarmante.

Uno studio recente pubblicato sulla rivista Current Biology nell’agosto 2025 ha confermato quello che molti sospettavano: l’orecchione dorato è una specie invasiva che sta soppiantando i funghi nativi americani. Michelle Jusino, ricercatrice dell’Università della Florida ed esperta di conservazione forestale, non usa mezzi termini: “Si sta muovendo lentamente verso sud, il che è davvero terrificante”.

I numeri parlano chiaro. Nel 2016 questo fungo cresceva spontaneamente in appena cinque stati del Midwest e del Nord-Est. Oggi si trova praticamente ovunque a est del fiume Mississippi. Secondo iNaturalist, una piattaforma dove gli appassionati di natura condividono le loro osservazioni, ci sono oltre 9.000 avvistamenti di orecchioni dorati negli Stati Uniti.

Pleurotus citrinopileatus
Pleurotus citrinopileatus (fonte: Chatama – CC0 /Wikimedia Commons)

Come hanno fatto i ricercatori a capire quanto sia grave la situazione? Hanno raccolto campioni da 26 olmi morti nel Wisconsin: 13 alberi ospitavano l’orecchione dorato, gli altri 13 no. Analizzando il DNA presente nel legno, hanno scoperto che gli alberi invasi avevano circa la metà delle specie fungine rispetto a quelli non invasi.

Questa perdita di biodiversità non è solo un problema per i funghi. I funghi nativi svolgono ruoli fondamentali: decompongono il legno morto, riciclano i nutrienti nel terreno, immagazzinano anidride carbonica e alcuni producono sostanze che potrebbero diventare medicinali. Quando scompaiono, l’intero ecosistema ne risente.

L’orecchione dorato è un invasore perfetto. A differenza degli animali o delle piante, che puoi vedere e controllare, i funghi si diffondono attraverso spore microscopiche invisibili a occhio nudo. Quando te ne accorgi, è già troppo tardi. Come spiega Jusino nel documento originale: “Sono piccoli, ma il loro impatto può essere enorme”.

Alcuni coltivatori professionisti hanno smesso di trattare questi funghi per motivi di sicurezza ambientale. Per esempio, Mycopolitan, un’azienda di Philadelphia, ha eliminato l’orecchione dorato dal suo catalogo. Ma il problema persiste.

Anche i kit per la coltivazione casalinga, sempre più popolari tra gli appassionati, sono parte del problema. Basta che qualcuno getti fuori i resti del kit dopo la raccolta, e le spore possono colonizzare gli alberi vicini. Una volta che il fungo si stabilisce in natura, non c’è quasi modo di fermarlo.

Qualcuno potrebbe pensare: “Se è commestibile, possiamo semplicemente raccoglierlo e mangiarlo fino a eliminarlo, no?” Purtroppo no. Il vero problema sta nel micelio – la rete sotterranea di filamenti fungini – che rimane nascosta sotto terra e continua a produrre nuovi funghi.

Nel Midwest, alcune persone escono dai boschi con sacchi della spazzatura pieni di orecchioni dorati, sperando di limitarne la diffusione. Ma è come tagliare le erbacce senza estirpare le radici: il problema continua.

Con il cambiamento climatico che rende abitabili nuove zone del Nord America, gli scienziati prevedono che l’orecchione dorato continuerà a espandersi. È già considerato invasivo in Svizzera e sta comparendo in stati sempre più lontani dalla sua zona originaria di arrivo, come Colorado e Texas.

Questo caso ci insegna una lezione importante: anche qualcosa di apparentemente innocuo e delizioso può trasformarsi in una minaccia ecologica quando sfugge al controllo umano.

 

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