Tra i tanti problemi legati all’avanzare dell’età ce n’è uno che non si valuta mai abbastanza: l’aumento di peso. Si tratta di una condizione naturale, legata alla presenza di grasso nel nostro corpo. La stessa presenza che fa aumentare la pancia. Come si fa a bloccare l’avanzata del peso? I ricercatori della Cornell University (New York) hanno trovato una possibile risposta a questa domanda: riattivare un tipo speciale di grasso chiamato “grasso beige”. Come detto il nostro corpo è naturalmente dotato di grasso. Che si divide in tre categorie. Il grasso bianco è quello che conosciamo meglio, immagazzina le calorie in eccesso come riserva energetica. Il grasso bruno, invece, brucia calorie per produrre calore e mantenere la temperatura corporea.
Ma esiste anche un terzo tipo: il grasso beige. Questo particolare tessuto adiposo si comporta come un ibrido tra il grasso bianco e quello bruno. Nasce dalle stesse cellule del grasso bianco, ma ha la capacità di bruciare energia come quello bruno, aiutando a regolare gli zuccheri nel sangue e proteggendo dalle malattie cardiache.

Quando siamo giovani, l’esposizione prolungata al freddo attiva naturalmente la trasformazione di cellule staminali chiamate “cellule progenitrici degli adipociti” in grasso beige brucia-calorie. Con l’avanzare dell’età, però, questo meccanismo si indebolisce drasticamente. Quella che prima era una cosa normale, con l’invecchiamento, insomma, diventa difficile. Una persona anziana dovrebbe stare fuori nella neve in mutande per ottenere gli stessi effetti.
I ricercatori, dunque, hanno identificato un percorso di segnalazione cellulare specifico che, invecchiando, sopprime la formazione del grasso beige interferendo con il sistema immunitario. La buona notizia è che bloccando questo percorso negli animali anziani, gli scienziati sono riusciti a stimolare nuovamente la produzione di grasso beige. Senza dover sottoporre le persone a esposizione prolungata al freddo, ci sono percorsi metabolici che possiamo stimolare per produrre lo stesso effetto? Le risposta è sì. I ricercatori hanno dimostrato che alcuni farmaci già esistenti per il cancro, come fludarabina e imatinib, possono ringiovanire la produzione di grasso beige quando combinati con l’esposizione al freddo.
Questa scoperta apre la strada a possibili terapie future che potrebbero ridurre il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e infiammazioni croniche, senza richiedere drastici cambiamenti nello stile di vita.



