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Home » Lifestyle » Perché sulle confezioni di cibo le porzioni sono microscopiche? C’entra (anche) il marketing

Perché sulle confezioni di cibo le porzioni sono microscopiche? C’entra (anche) il marketing

Come leggere le etichette nutrizionali: calorie, porzioni e percentuali spiegate in modo semplice. Scopri cosa c'è davvero nel tuo cibo.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Ottobre 2025
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etichetta cibo
etichetta cibo
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Quando fai la spesa e prendi un prodotto dallo scaffale, hai mai guardato davvero l’etichetta? Quelle informazioni nutrizionali che vedi sulla parte anteriore della confezione non sono messe lì per caso: servono a farti capire cosa stai mangiando e quanto ne stai mangiando. E attenzione: queste regole valgono per tutti gli alimenti confezionati, che siano freschi, surgelati, secchi o conservati.

Sulle confezioni degli alimenti puoi trovare due tipi principali di etichette nutrizionali. La prima opzione è molto semplice e mostra solo l’energia (le calorie) che assumi con quella porzione. Per esempio, potresti vedere che 25 grammi di un prodotto contengono 140 calorie, che rappresentano il 7% dell’energia che dovresti assumere in un giorno.

La seconda opzione è più completa: oltre alle calorie, ti dice anche quanti grassi contiene il prodotto (e quanti di questi sono grassi saturi), quanto zucchero c’è e quanto sale. Ogni valore è accompagnato da una percentuale che ti indica quanto quella quantità incide sul totale giornaliero raccomandato.

Le percentuali che vedi accanto ai numeri si basano sulle “Assunzioni di Riferimento” (chiamate anche RI), che sono valori stabiliti dalla legislazione europea. In pratica, ti dicono: “Se mangi questa porzione, stai consumando questa percentuale di quello che dovresti mangiare in tutto il giorno”. Attenzione: questi valori sono generici e potrebbero non corrispondere esattamente alle tue esigenze personali, che dipendono dall’età, dal sesso e da quanto sei attivo fisicamente.

app cibo
Un’app cibo sul cibo (fonte: Unsplash)

Qui arriviamo al punto interessante: come vengono definite le porzioni indicate sulle confezioni di qualsiasi alimento? Perché, facendo un esempio classico, nessuno pensa che una confezione di tortellini possa valere per tre persone. La risposta non è univoca, perché entrano in gioco diversi fattori.

Dal punto di vista nutrizionale, esistono linee guida scientifiche come quelle della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) che definiscono porzioni standard basate su criteri nutrizionali e tradizioni alimentari italiane. Queste porzioni sono pensate per essere ragionevoli e riconoscibili dalla popolazione.
La legge europea richiede che le informazioni nutrizionali siano sempre espresse per 100 grammi o 100 millilitri, rendendo i prodotti confrontabili tra loro. Le aziende possono poi aggiungere volontariamente le informazioni “per porzione”, ma qui c’è un margine di discrezionalità: la normativa europea non stabilisce dimensioni precise per ogni tipo di alimento.

Questo significa che, in parte, le porzioni indicate dalle aziende possono riflettere anche strategie di marketing. Un produttore potrebbe scegliere una porzione più piccola per far sembrare il prodotto meno calorico o ricco di grassi. Ecco perché è importante guardare sempre anche i valori per 100 grammi: sono quelli che ti permettono di confrontare prodotti diversi in modo oggettivo.

Non tutti mangiamo esattamente 100 grammi di ogni cosa. Una fetta di pane, una barretta di cioccolato, una ciotola di cereali: queste sono le quantità reali che consumiamo. Per questo le etichette che indicano “per porzione” o “per fetta” sono pratiche: ti fanno capire subito cosa stai assumendo in quella specifica occasione, senza dover fare calcoli mentali.

Conoscere questi valori ti aiuta a fare scelte più consapevoli e a valutare come quel cibo si inserisce nella tua alimentazione quotidiana. L’importante è ricordare che le etichette sono strumenti informativi: sta a te usarle in modo intelligente, considerando le tue esigenze personali e confrontando sempre prodotti simili usando i valori per 100 grammi come riferimento comune.

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