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Home » Lifestyle » Viaggi » Fontana di Trevi a pagamento dal 7 gennaio: 2 euro per i turisti, gratis per i romani. Previsti incassi per 20 milioni all’anno

Fontana di Trevi a pagamento dal 7 gennaio: 2 euro per i turisti, gratis per i romani. Previsti incassi per 20 milioni all’anno

Dal 7 gennaio 2026 la Fontana di Trevi diventa a pagamento: biglietto da 2 euro per i turisti, gratis per i romani. Tutti i dettagli sulla nuova misura.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene16 Dicembre 2025
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La Fontana di Trevi affollata dai turisti
La Fontana di Trevi affollata dai turisti (fonte: Unsplash)

Dal 7 gennaio 2026 la Fontana di Trevi, il monumento più visitato di Roma dopo il Colosseo, diventerà a pagamento per i turisti. Il ticket avrà un costo di 2 euro, mentre per i residenti romani l’accesso continuerà a essere completamente gratuito. La novità rappresenta una svolta storica per uno dei simboli più iconici della Capitale, visitato ogni anno da milioni di persone provenienti da tutto il mondo.

La decisione, caldeggiata dall’assessore al Turismo e grandi eventi Alessandro Onorato e condivisa dall’amministrazione comunale, nasce dalla collaborazione tra il Campidoglio, Zètema (società in house del Comune che gestisce il patrimonio artistico-culturale) e la Sovrintendenza. L’obiettivo principale è salvaguardare il capolavoro tardo-barocco progettato da Nicola Salvi e gestire in modo più sostenibile i flussi turistici che ogni giorno si riversano nella piazza.

Il nuovo sistema prevede due corsie separate: una dedicata ai turisti che dovranno acquistare il biglietto, l’altra riservata ai romani che potranno accedere gratuitamente. Le attuali transenne saranno sostituite da paletti di ottone più eleganti e il pagamento potrà essere effettuato anche con carta di credito, facilitando le operazioni per i visitatori stranieri.

Già dallo scorso 22 dicembre, dopo la fine dei lavori di manutenzione in vista del Giubileo, nella piazza possono sostare contemporaneamente un massimo di 400 persone. Gli steward con gilet blu e fischietto sorvegliano l’area e assicurano il deflusso contingentato dei visitatori, una misura introdotta per evitare il sovraffollamento che ha caratterizzato il sito negli ultimi anni.

I numeri giustificano ampiamente questa scelta amministrativa. Soltanto nei primi sei mesi del 2025, la Fontana di Trevi ha registrato oltre 5 milioni e 300mila visitatori, superando persino gli accessi annuali del Pantheon nel 2024, che si è fermato a 4.086.947 ingressi. Con questi flussi, il monumento potrebbe chiudere l’anno intorno agli 11 milioni di visitatori complessivi.

L’introduzione del ticket costituisce per le casse comunali un potenziale tesoretto da 20 milioni di euro annui, risorse preziose che dovrebbero essere reinvestite nel miglioramento dell’offerta e dei servizi turistici della città. Un modello simile a quello adottato per i proventi della tassa di soggiorno, che nel 2024 ha fruttato al Campidoglio 200 milioni di euro, utilizzati per interventi di valorizzazione ambientale, manutenzione stradale, modernizzazione del trasporto pubblico e restauro delle fontane storiche.

Un'immagine del Pantheon a Roma
Un’immagine del Pantheon a Roma (fonte: Unsplash)

La Fontana di Trevi segue l’esempio del Pantheon, che dal luglio 2023 ha introdotto un biglietto di ingresso di 5 euro (gratuito per i giovani tra i 18 e i 25 anni), generando introiti per 14.712.752 euro nel 2024. Il primato assoluto tra i monumenti romani resta comunque al Colosseo, che nel 2024 ha totalizzato 14.733.395 ingressi con ricavi per oltre 101 milioni di euro.

La tempistica della partenza, fissata per il 7 gennaio subito dopo l’Epifania, potrebbe essere stata scelta per evitare di implementare il nuovo sistema durante le festività natalizie e la chiusura della Porta Santa del Giubileo, periodo di massima affluenza turistica. Le previsioni dell’Ente bilaterale per il turismo stimano infatti 338.100 arrivi e 770.200 presenze solo tra il 23 e il 28 dicembre, con un ulteriore incremento previsto per Capodanno grazie al concertone al Circo Massimo con Alessandra Amoroso, Fabri Fibra e Tananai.

La proposta ha raccolto consensi trasversali. Il sindaco di Roma l’ha sempre definita una ipotesi molto concreta per arginare l’assalto dei visitatori, altrimenti difficile da gestire. Favorevole anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè, che già più di un anno fa aveva promosso l’iniziativa per mettere a reddito le ricchezze del patrimonio italiano e regolare i flussi attraverso un meccanismo di prenotazione capace di limitare il sovraffollamento e la cosiddetta disneylandizzazione della Grande Bellezza.

Non mancano però le voci critiche. Il Codacons si è dichiarato contrario alla monetizzazione di monumenti, piazze e fontane, sostenendo che i siti di interesse storico e culturale dovrebbero rimanere gratuiti per tutti. L’associazione dei consumatori ha però espresso sostegno agli ingressi contingentati, ritenuti necessari per evitare degrado e permettere ai visitatori di godere meglio del monumento senza calche e assembramenti.

Il cambio di passo arriva in un momento particolare per Roma, che sembra trovare maggiore ascolto a livello nazionale. È in corso l’iter parlamentare per la riforma dei poteri speciali della Capitale all’insegna di una più ampia autonomia, mentre un emendamento del governo alla manovra finanziaria introduce dal 2026 importi fissi di versamento e perequazione verso il Fondo di solidarietà comunale, garantendo maggiore certezza nelle risorse disponibili per il Campidoglio.

La Fontana di Trevi, legata al celebre rito del lancio della monetina di buon auspicio per il ritorno nella città eterna, si prepara dunque a una nuova era. L’attrattività dello scenografico catino, mostra terminale dell’acquedotto Vergine, rimane immutata, ma la gestione dei flussi e la valorizzazione economica del patrimonio segnano un cambio di strategia destinato a fare scuola per altri monumenti della Capitale.

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