L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato con una multa di 500mila euro la compagnia aerea low cost ungherese Wizz Air dopo una serie di accertamenti su violazioni relative alle norme del Codice del consumo: si parla in particolare di pratiche commerciali scorrette e dell’impiego di clausole vessatorie nel contratto del servizio di abbonamento annuale denominato “Wizz All You Can Fly”.
Il servizio in abbonamento, lanciato inizialmente a 499 euro e successivamente portato a 599 euro, prometteva ai sottoscrittori la possibilità di volare su tutte le rotte internazionali operate dal vettore a una tariffa fissa. La campagna promozionale presentava l’offerta come un’opportunità di viaggi illimitati, con la possibilità di prenotare fino a tre giorni dalla partenza del volo.
L’Antitrust ha contestato le modalità promozionali del servizio, che sarebbe stato presentato da Wizz Air come un abbonamento come “senza limiti” ma omettendo informazioni essenziali per i consumatori. Dal suo stesso nome, “Wizz All You Can Fly”, il servizio esaltava l’idea di un’offerta illimitata, ma nella realtà applicava restrizioni significative che non venivano comunicate in modo chiaro e trasparente.
Le informazioni precontrattuali fornite ai consumatori sulle caratteristiche dell’abbonamento risultavano carenti e ambigue. In particolare, i clienti non venivano adeguatamente informati sulle finestre temporali entro cui era possibile prenotare i singoli voli. Mentre i claim pubblicitari lasciavano intendere ampia flessibilità, in realtà l’acquisto dei biglietti poteva essere effettuato solo nei tre giorni precedenti la partenza, una limitazione che riduceva drasticamente l’utilità pratica del servizio.
Un altro elemento critico riguardava il numero limitato di posti disponibili per gli abbonati su ogni volo. La compagnia non forniva informazioni rilevanti sulla sua libertà di limitare discrezionalmente il numero di posti riservati agli abbonati sui singoli voli operati, rendendolo variabile e non prevedibile. Anche la tipologia tariffaria dei biglietti acquistabili e la natura fissa della commissione di 9,99 euro da pagare per ciascun volo non erano indicate con chiarezza nelle comunicazioni promozionali.
Antitrust: sanzione di 500mila euro a Wizz Air.
L’AGCM ha accertato che l’abbonamento “Wizz All You Can Fly”, promosso come “senza limiti”, ometteva informazioni adeguate su restrizioni, finestre di prenotazione e posti disponibili.
Rilevate anche clausole vessatorie che… pic.twitter.com/FYCtM5aIDW
— Autorità Antitrust (@antitrust_it) November 14, 2025
Oltre alle pratiche commerciali scorrette, l’Autorità ha riscontrato anche la vessatorietà di diverse clausole inserite nella versione originale delle condizioni generali di contratto. Queste clausole conferivano a Wizz Air un potere eccessivo, permettendole di modificare unilateralmente i termini e le condizioni del servizio o di interromperne del tutto l’erogazione, senza che fossero previsti giustificati motivi e senza garantire adeguate tutele ai sottoscrittori.
Le clausole contestate creavano un significativo squilibrio contrattuale a danno degli abbonati. In particolare, limitavano il diritto di recesso in caso di sospensione o cessazione del servizio, anche nell’ipotesi in cui l’aeroporto interessato fosse quello scelto dal consumatore come hub preferito. Inoltre, ostacolavano il diritto al rimborso pro quota, lasciando i clienti praticamente senza tutele in caso di modifiche unilaterali da parte della compagnia.
A conclusione del provvedimento sanzionatorio, l’Antitrust ha imposto a Wizz Air di pubblicare un estratto della decisione sul proprio sito web per informare adeguatamente i consumatori. Questa misura mira a garantire trasparenza e a ripristinare un corretto equilibrio informativo tra la compagnia aerea e i suoi clienti, evitando che altri utenti possano cadere nelle stesse ambiguità informative che hanno portato alla sanzione.
Il caso evidenzia l’importanza della trasparenza nelle comunicazioni commerciali, soprattutto quando si tratta di servizi in abbonamento che promettono benefici apparentemente illimitati. Per i consumatori italiani, la sanzione rappresenta un importante segnale di tutela contro pratiche che, dietro slogan accattivanti, nascondono limitazioni sostanziali che possono trasformare un’offerta apparentemente vantaggiosa in un contratto sbilanciato.



