Il mondo della musica piange la scomparsa di Chris Rea, l’artista britannico dalla voce calda e graffiante che ha saputo fondere il rock con il blues e la poesia della strada. Il cantautore si è spento il 22 dicembre 2025, all’età di 74 anni, in un ospedale del Berkshire. La notizia è stata diffusa dalla moglie Joan e dalle figlie, che hanno descritto una fine serena arrivata dopo una breve quanto implacabile malattia. La sua morte colpisce profondamente il pubblico proprio a ridosso del Natale, periodo in cui la sua voce risuona ovunque grazie alla celeberrima “Driving Home for Christmas”, un classico nato quasi per caso. Nel 1986, infatti, si ritrovò bloccato per ore in un ingorgo a Londra mentre tornava a casa per Natale su una vecchia Mini Cooper guidata dalla moglie. Osservando gli altri automobilisti, visibilmente stressati come lui, iniziò a canticchiare il testo della canzone, scrivendo uno dei classici natalizi più famosi di sempre proprio per scacciare la noia del traffico.
Nato nel 1951 a Middlesbrough, Chris Rea portava nel sangue un mix culturale unico: madre irlandese e padre italiano. Il legame con l’Italia era fortissimo: suo padre, Camillo Rea, era originario di Arpino, nel Lazio, ed era diventato celebre nella zona per i suoi chioschi di gelati. Questa eredità mediterranea ha sempre influenzato il carattere di Chris, conferendo alla sua musica una sensibilità e un romanticismo che lo hanno reso amatissimo nel nostro Paese.
La scalata al successo non fu immediata. Dopo gli esordi negli anni Settanta, Rea trovò la sua vera voce tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. La sua firma stilistica era la chitarra slide, suonata con una tecnica magistrale che rendeva i suoi brani immediatamente riconoscibili.
Il 1989 fu l’anno della consacrazione definitiva con l’album “The Road to Hell”. Il disco, un capolavoro che esplorava le frustrazioni e i sogni della vita moderna, arrivò in cima alle classifiche, seguito a breve distanza dall’altrettanto celebre “Auberge”. Durante la sua carriera, Rea ha venduto oltre 30 milioni di dischi, firmando hit indimenticabili come “Josephine”, dedicata a sua figlia, “On the Beach” e “Looking for the Summer”.
A partire dai primi anni 2000, l’artista ha dovuto affrontare gravissimi problemi di salute, tra cui un tumore e, più recentemente, un ictus nel 2017. Queste sfide, anziché fermarlo, lo hanno spinto a tornare alle sue radici più autentiche: il blues. In questa fase nacque il monumentale progetto “Blue Guitars”, un’opera in undici CD che raccoglieva oltre 130 canzoni inedite, a dimostrazione di una creatività inesauribile.
Nonostante il corpo lo avesse tradito più volte, costringendolo anche a collassare sul palco durante un tour, Rea non ha mai smesso di comporre. Ha vissuto gli ultimi anni circondato dall’affetto della sua famiglia, continuando a dipingere e a suonare nella sua casa nel Berkshire.



