Il mondo del cinema dice addio a una delle sue icone più amate. Robert Redford, l’attore dal sorriso magnetico e dagli occhi azzurri che ha fatto sognare generazioni di spettatori, è morto nella sua casa nello Utah. Aveva 89 anni ed è deceduto nel sonno, in pace.
Charles Robert Redford Jr., questo il suo nome completo, non è stato solo un attore di straordinario talento, ma anche un regista premio Oscar e un produttore visionario. Durante la sua lunga carriera, durata oltre sessant’anni, ha ricevuto due premi Oscar: uno nel 1981 come miglior regista per “Gente comune” e uno alla carriera nel 2002. Nel 2017 aveva ricevuto anche il prestigioso Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia.
Altri ruoli indimenticabili includono “Come eravamo” del 1973 con Barbra Streisand, una storia d’amore che ancora oggi fa piangere gli spettatori, e “Tutti gli uomini del presidente” del 1976, dove interpretò uno dei giornalisti che scoprirono lo scandalo Watergate. Il film ottenne otto candidature agli Oscar e mostrò il lato più impegnato dell’attore.

Redford non si accontentò di essere solo una star davanti alla macchina da presa. Come regista dimostrò una sensibilità particolare nel raccontare storie umane e profonde. Il suo debutto alla regia con il dolente “Gente comune” nel 1980 fu un trionfo che gli valse l’Oscar come miglior regista. Successivamente diresse pellicole come “In mezzo scorre il fiume” e “Quiz Show”, confermando la sua abilità nel trattare temi complessi come i rapporti familiari e l’etica giornalistica.
Redford è stato anche un padrino del cinema indie, ovvero slegato dalla logica delle major hollywoodiane. Una delle eredità più importanti di Redford è il Sundance Film Festival, che fondò nel 1990 insieme al regista Sydney Pollack. Il nome deriva dal suo personaggio in “Butch Cassidy”, il “Sundance Kid”. Questa rassegna è diventata uno degli eventi più importanti del cinema mondiale, specializzato nel cinema indipendente.

Il Sundance Institute, creato da Redford nel 1981 nelle sue proprietà nello Utah, ha formato e lanciato alcuni dei registi più importanti del cinema contemporaneo. Nomi come Quentin Tarantino, Christopher Nolan, Darren Aronofsky e Kevin Smith devono parte del loro successo a questo progetto visionario che ha cambiato il panorama cinematografico mondiale.
Redford non era solo un artista, ma anche un attivista ambientale convinto. Fin da giovane aveva sviluppato un profondo amore per la natura durante un’escursione al parco nazionale di Yosemite, passione che ha poi influenzato molti dei suoi film e delle sue scelte di vita.
Ha combattuto contro la costruzione di centrali elettriche nello Utah e ha sostenuto campagne per ridurre le emissioni di gas serra. Ha anche prodotto documentari sulla protezione degli oceani e ha fatto parte del comitato consultivo di Sea Shepherd, un’organizzazione per la conservazione marina.
La vita privata di Redford è stata segnata sia da grandi gioie che da tragedie profonde. Nel 1958 sposò Lola Van Wagenen, con cui ebbe quattro figli. Il primo, Scott, morì improvvisamente dopo soli due mesi per una sindrome infantile. Un altro figlio, James, è morto di tumore nel 2020. Nel 2009 si risposò con l’artista tedesca Sibylle Szaggars. Nel 2016 Redford aveva annunciato il suo ritiro dalla recitazione per dedicarsi esclusivamente alla regia, decisione confermata definitivamente nel 2018. I suoi ultimi film come attore sono stati “Le nostre anime di notte” con la storica amica Jane Fonda e “Old Man & the Gun”.



