Stefania Cappa non sarà ospite di Francesca Fagnani a Belve Crime. La notizia della mancata partecipazione dell’avvocato e cugina di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, è stata riportata dal giornalista ed esperto televisivo Davide Maggio sul suo sito. Secondo quanto emerso, dietro questa assenza ci sarebbe una questione economica irrisolta tra la potenziale ospite e la produzione del programma.
La cifra al centro della trattativa sarebbe di 15mila euro, il compenso che Stefania Cappa avrebbe richiesto per partecipare all’intervista. Una richiesta che il programma avrebbe deciso di non accogliere, portando così alla rottura delle trattative e alla cancellazione dell’ospitata.
Stefania Cappa, 41 anni, è una delle cugine di Chiara Poggi ed è spesso stata citata insieme alla gemella Paola nel corso delle inchieste e dei servizi televisivi sul delitto di Garlasco. Iscritta all’Albo degli avvocati di Milano dal 2012, collabora con lo studio legale di famiglia ed è specializzata in diritto sportivo. È sposata con Emanuele Arioldi, campione di equitazione e nipote dell’editore Angelo Rizzoli.

Va precisato che Stefania Cappa non è mai stata indagata in relazione al delitto di Garlasco, anche se è stata sentita come persona informata dei fatti. Tuttavia, negli ultimi tempi è tornata al centro dell’attenzione mediatica per alcune testimonianze riguardanti i momenti successivi all’omicidio della cugina e, in particolare, per un controverso fotomontaggio realizzato all’epoca dei fatti.
Paola e Stefania Cappa crearono infatti un fotomontaggio con Chiara Poggi, posizionandolo davanti al cancello della famiglia con la scritta: “Ciao Chiara sei il nostro cuore, un abbraccio, le tue cugine”. Questo gesto, compiuto nei giorni successivi al tragico evento, è stato oggetto di discussione in vari contesti mediatici e investigativi legati al caso.
Belve Crime rappresenta uno spin-off del celebre programma Belve, condotto da Francesca Fagnani su Rai2. A differenza della versione classica, questo formato è interamente dedicato alla cronaca nera e prevede interviste faccia a faccia con protagonisti, testimoni-chiave o responsabili di noti casi giudiziari italiani. L’approccio diretto e incisivo della Fagnani, che ha caratterizzato il successo del programma originale, viene qui applicato a storie che hanno segnato la memoria collettiva del Paese.
Il format ha suscitato alcune critiche per la scelta di dare spazio a condannati o comunque a persone coinvolte in fatti di sangue, con l’accusa da parte di alcuni osservatori di alimentare la morbosità mediatica. Tra gli ospiti della prima puntata c’è stato Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, che si è sempre dichiarato innocente e ha concesso a Belve Crime un’inedita e lunga intervista.



