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Home » Spettacolo » Borgen aveva previsto la crisi Trump-Groenlandia già nel 2022. Il creatore della serie danese: “Mi davano del pazzo, e invece…”

Borgen aveva previsto la crisi Trump-Groenlandia già nel 2022. Il creatore della serie danese: “Mi davano del pazzo, e invece…”

La quarta stagione della serie Netflix aveva anticipato la realtà con una trama incentrata su petrolio e tensioni internazionali nell'Artico.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene16 Gennaio 2026
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Un'immagine di Borgen - Potere e gloria
Un'immagine di Borgen - Potere e gloria (fonte: Netflix)

Quando la realtà supera la finzione, o forse sarebbe più corretto dire quando la finzione anticipa la realtà con inquietante precisione. È quello che è successo con Borgen, la celebre serie tv danese disponibile su Netflix, che nel 2022 aveva costruito una trama attorno a una crisi internazionale per il controllo della Groenlandia. Tre anni dopo, le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sull’isola artica hanno trasformato quella che sembrava una trama fantasiosa in una profezia avverata.

Il 14 gennaio i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia hanno incontrato a Washington il vicepresidente Usa JD Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio. L’incontro non è servito ad abbassare la temperatura dello scontro, con Trump che non ha escluso l’uso del potere militare o economico per prendere il controllo dell’isola. Una situazione che ricorda in modo impressionante quanto raccontato nell’ultima stagione di Borgen, intitolata Potere e gloria.

La quarta stagione della serie, realizzata dieci anni dopo la conclusione delle prime tre e prodotta grazie all’intervento di Netflix, vede la carriera della ministra degli esteri Birgitte Nyborg a rischio quando una disputa sul petrolio in Groenlandia minaccia di diventare una crisi internazionale: la scoperta di un grande giacimento petrolifero sull’isola attira gli interessi delle superpotenze Usa, Russia e Cina, con la piccola Danimarca che si ritrova accerchiata.

Adam Price, il creatore di Borgen e sceneggiatore danese che ha firmato questa serie politica tra le più apprezzate in assoluto, ha dichiarato che se avesse proposto questa trama cinque o dieci anni fa, la maggior parte delle persone avrebbe detto che era completamente fuori di testa e che aveva perso il senso della realtà. Eppure quella che sembrava una trama estrema è diventata la cronaca dei nostri giorni.

Il titolo Borgen, che significa “Il castello” in danese, si riferisce al soprannome di Palazzo Christiansborg, dove hanno sede il parlamento, l’ufficio del primo ministro e la Corte Suprema, ossia i tre poteri più importanti del Paese. Le prime tre stagioni, diffuse tra il 2010 e il 2012, seguono l’ascesa politica di Birgitte Nyborg, interpretata da Sidse Babett Knudsen, che diventa il primo ministro donna della Danimarca e deve affrontare le strategie per aumentare il suo potere e le conseguenze della sua carriera sul privato.

La scelta di affrontare il caso Groenlandia nella quarta stagione non è stata casuale. Al creatore della serie stava particolarmente a cuore raccontare il rapporto complesso tra la Groenlandia e la madrepatria Danimarca. L’isola è stata colonia danese per 300 anni e, sebbene oggi sia sempre più autonoma, la Danimarca mantiene l’ultima parola per quanto riguarda gli affari esteri, che vedono spesso coinvolti gli Stati Uniti. La monarchia danese, nel suo passato di colonizzatore, si è macchiata di diversi crimini, come sfruttare i bambini Inuit per esperimenti medico-scientifici, crimine di cui si è scusata solo di recente.

Con il riscaldamento globale, la Groenlandia è diventata una meta ambita per sfruttare le rotte artiche e le terre rare che la regione possiede. Una questione politica complessa che Price aveva intuito sarebbe diventata centrale nello scacchiere mondiale. Ma persino lo sceneggiatore, che aveva previsto in anticipo che la Groenlandia sarebbe finita al centro delle tensioni internazionali, non immaginava che un presidente degli Stati Uniti avrebbe fatto dichiarazioni così esplicite.

In un’intervista di un anno fa alla Reuters, tornata alla ribalta in questi giorni, Price si è detto preoccupato perché ciò che prima era considerato politicamente estremo o bizzarro sotto la presidenza Trump sta diventando normale. “Quando la realtà diventa assurda, come penso sia diventata nelle ultime settimane parlando dell’attuale situazione con la Groenlandia e le pretese di Trump, cosa dobbiamo scrivere?” ha dichiarato lo sceneggiatore, sottolineando le difficoltà che deve affrontare oggi chi scrive una fiction politica.

Riguardo a una possibile nuova stagione della serie, Price ha accennato che un’idea potrebbe essere quella di provare a rendere interessante l’Unione europea, spiegando che la politica in superficie appare fredda e poco emotiva, quindi è necessario trovare argomenti che siano davvero esplosivi. Le prime tre stagioni di Borgen – Il potere sono disponibili su Netflix, mentre la quarta stagione, Borgen – Potere e gloria, è disponibile come stagione unica separata.

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