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Home » Spettacolo » Caro Evan Hansen, come finisce il film tratto dal musical cult di Broadway?

Caro Evan Hansen, come finisce il film tratto dal musical cult di Broadway?

Come finisce il musical Caro Evan Hansen, delicato coming of age di Stephen Chboski sulla difficoltà di essere sé stessi.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Agosto 2024
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Caro Evan Hansen
Una scena di Caro Evan Hansen (fonte: Universal Pictures)

Caro Evan Hansen finisce con il giovane protagonista, Evan Hansen, che finalmente confessa al mondo la verità, caricando un video sui suoi profili social. Ammette dunque di non essere mai stato amico di Connor. Ormai col cuore leggero e desideroso di ristabilire la sua reputazione, si mette in contatto con i veri amici di Connor. Ottiene così un video del ragazzo mentre suona all’interno della sua rehab e lo condivide con i genitori del ragazzo e con sua sorella, Zoe. Evan e Zoe si riconciliano nel luogo più amato da Connor, il frutteto a lui dedicato. Scrive a sé stesso un’ultima lettera, in cui si auto invita a non mollare.

Diretto da Stephen Chbosky e tratto dall’omonimo musical di successo, Caro Evan Hansen è un delicato coming of age che parla di temi molto delicati, dal bullismo alla salute mentale. E lo fa attraverso la storia di Evan (Ben Platt), un diciassettenne affetto da fobia sociale che vive i suoi giorni, chiuso nella sua cameretta, con un gesso al braccio (che si rileverà un elemento chiave della storia). Come gli ha suggerito lo psicoterapeuta, scrive ogni giorno una lettera a sé stesso per dire che andrà tutto bene.

Una terapia sui generis che mal si sposa con l’angoscia che vive tutti i giorni a scuola. Evan ama una ragazza Zoe (Kaitlyn Dever) che ignora la sua esistenza. Come se non bastasse, è vittima di bulli di ogni specie. Quando il suo compagno di scuola Connor (Colton Ryan) si toglie la vita, Evan viene scambiato, per errore, per il migliore amico del ragazzo. Evan si lega così alla famiglia di Connor, i genitori Cynthia e Larry (Amy Adams e Danny Pino) e la sorella, Zoe appunto. Tutte e tutti loro sperano che sia Evan a far luce sul gesto.

Caro Evan Hansen scena
Tre dei protagonisti di Caro Evan Hansen (fonte: Universal Pictures)

Evan assolve al compito con grande gentilezza, ben sapendo che non era assolutamente vero che fossero amici. Millanta così un’amicizia inesistente, creando false prove di essa, per dare un senso al dolore dei Murphy. Pian piano il ragazzo entra nel cuore di Zoe, anche grazie alla nascita del Connor Project, un programma di tutela di salute mentale voluto dall’amica comune Alana.

Grazie a questo Evan acquisisce grande notorietà con un video, virale, in cui racconta di quanto importante sia stato il frutteto di famiglia nella vita di Connor e per la loro amicizia. I genitori del ragazzo, allora, decidono di avviare una raccolta fondi per rinnovare il frutteto. Evan, che inizia una storia con Zoe, trascura la terapia e soprattutto la madre Heidi (Julianne Moore), che, conoscendo i Murphy, si rende conto che qualcosa non vada nella storia di Evan.

Il castello di menzogne inizia a crollare quando Alana pubblica la lettera di Evan (scritta dal ragazzo per sé, come compito assegnato dal terapeuta), credendo che fosse l’ultima nota di Connor prima di morire, allo scopo di prendere più soldi per il Connor Project. Questo provoca un vero terremoto che trasforma i Murphy in dei mostri. Dopo che Alana toglie dai social la lettera, Evan confessa la verità alla famiglia di Connor e viene lasciato da Zoe. Nel frattempo rivela finalmente alla madre di essersi rotto il braccio in un tentativo di togliersi la vita, lanciandosi da un albero. Solo ora che ha perduto tutto, però, è pronto a riprenderselo.

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