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Home » Spettacolo » Chi è Alicia Keys, voce black e cuore siciliano, super ospite a Sanremo 2026 con Eros Ramazzotti

Chi è Alicia Keys, voce black e cuore siciliano, super ospite a Sanremo 2026 con Eros Ramazzotti

Diciassette Grammy, novanta milioni di dischi venduti e radici italiane che pochi conoscono. La storia della cantautrice che ha cambiato per sempre le regole della musica R&B mondiale.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino26 Febbraio 2026
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Alicia Keys ed Eros Ramazzotti
Alicia Keys ed Eros Ramazzotti (YouTube)

Quando il Festival di Sanremo 2026 ha annunciato Alicia Keys come super ospite della terza serata, in coppia con Eros Ramazzotti, molti italiani hanno scoperto con sorpresa un dettaglio che li riguarda da vicino: quella voce straordinaria ha sangue siciliano. La madre dell’artista, Teresa Augello, discende da una famiglia originaria di Sciacca, cittadina affacciata sul Mar Mediterraneo in provincia di Agrigento.

 

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Alicia Augello Cook nasce il 25 gennaio 1981 a Hell’s Kitchen, uno dei quartieri più vivaci di Manhattan, New York. Il padre, Craig Cook, è afroamericano; la madre è americana di origini italiane, inglesi, irlandesi e scozzesi. Quando Alicia ha appena quattro anni, i genitori si separano, e sarà Teresa a crescerla, sostenendo fin da subito il suo talento fuori dal comune.Il primo amore della piccola Alicia non è la musica: è la recitazione. La madre la porta a diversi provini, tra cui uno per la celebre serie I Robinson (The Cosby Show), in cui la giovane ottiene una piccola parte in un episodio del 1985, l’unico in cui viene usato il suo vero nome nello spettacolo. Ben presto, però, la musica prende il sopravvento su tutto.

A sette anni comincia a studiare pianoforte, avvicinandosi alla musica classica e ai grandi compositori come Beethoven, Mozart e Chopin. A quattordici anni scrive la prima canzone, Butterflyz, che verrà poi inclusa nel suo album di debutto. A sedici si diploma con il massimo dei voti alla Professional Performing Arts School di Manhattan e viene ammessa alla Columbia University. La scelta, però, è già fatta: la musica viene prima di tutto.

Firma un primo contratto con la Columbia Records e registra Dah Dee Dah (Sexy Thing), inserita nel 1997 nella colonna sonora di Men in Black. Quando quel contratto si scioglie, viene subito reclutata da Clive Davis, leggendario produttore e fondatore della J-Records. È lui a scommettere tutto su di lei. In origine, l’artista usava lo pseudonimo “Alicia Wilde”; poi, seguendo il consiglio del suo storico manager Jeff Robinson, che aveva fatto un sogno rivelatore, sceglie Keys, un riferimento alle chiavi musicali e alle porte che la musica avrebbe spalancato davanti a lei.

Nel giugno 2001, dopo pochi minuti di esibizione all’Oprah Winfrey Show, esce Songs in A Minor. L’album debutta direttamente al numero uno della Billboard Hot 200 e vende più di 235.000 copie nella prima settimana, di cui 50.000 solo il primo giorno. Il singolo Fallin’ resta in cima alla classifica americana per sei settimane consecutive. Nel 2002 arrivano cinque Grammy Awards in una sola notte, tra cui Miglior Artista Esordiente e Canzone dell’Anno — un risultato che eguaglia il record stabilito da Lauryn Hill nel 1999.

Il secondo album, The Diary of Alicia Keys (2003), debutta anch’esso al numero uno con oltre 618.000 copie vendute nella prima settimana. Porta a casa altri quattro Grammy nel 2005. Il terzo, As I Am (2007), registra il più grande debutto nella storia di un’artista R&B femminile: 742.000 copie vendute solo negli Stati Uniti nella settimana di lancio. Tre nuovi Grammy, di cui due per il singolo No One.

Nel 2009 Billboard la nomina artista R&B del decennio per aver cambiato le regole della musica black con un sound descritto come più raffinato ed elegante. Sia nel 2005 sia nel 2017, la rivista Time la inserisce tra le 100 persone più influenti del mondo.

Nel 2009 collabora con Jay-Z in Empire State of Mind, quarta posizione numero uno in classifica per lei. Scrive anche Million Dollar Bill per Whitney Houston, brano che apre il disco di ritorno della grande cantante dopo sette anni di assenza dalle scene. La carriera discografica prosegue con Girl on Fire (2012), Here (2016) e Alicia (2020), album che contiene Perfect Way to Die, brano scritto in sostegno al movimento Black Lives Matter.

Nel 2016 Alicia Keys prende una decisione che fa il giro del mondo: smette di truccarsi. La campagna #nomakeup non è un capriccio, ma una dichiarazione di intenti contro gli standard di bellezza che dominano l’industria dello spettacolo. «Stavo diventando un camaleonte», ha dichiarato. “Non ero mai davvero me stessa, ma cambiavo in base a quello che gli altri volevano. Non voglio nascondermi più”. Un gesto semplice e radicale allo stesso tempo, che da qualche tempo si è ulteriormente, che trasforma l’artista in un simbolo di autenticità per milioni di persone.

Gli ultimi anni rivelano una dimensione ulteriore del suo talento. Nel 2023 Alicia Keys scrive con Kristoffer Diaz il musical Hell’s Kitchen, ispirato alla sua vita a New York. Lo spettacolo debutta a Broadway allo Shubert Theatre il 20 aprile 2024, conquista tredici candidature ai Tony Award e si conclude il 22 febbraio scorso dopo una lunga e fortunata serie di repliche. Nel dicembre 2023 pubblica la riedizione del suo capolavoro The Diary of Alicia Keys in formato digitale, per celebrarne i vent’anni.

Il collegamento con l’Italia si rafforza ulteriormente grazie alla collaborazione con Eros Ramazzotti nell’album Una Storia Importante / Una Historia Importante: insieme incidono L’Aurora, brano che Ramazzotti aveva scritto per sua figlia. Sarà proprio questo legame artistico a portarli fianco a fianco sul palco dell’Ariston nella terza serata di Sanremo 2026.

 

 

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