Angelica Bove, cantautrice romana di 22 anni, dopo aver superato la semifinale contro Mazzariello con il brano Mattone, si è guadagnata un posto nella finalissima di Sanremo 2026 della categoria Nuove Proposte di questa sera. Ad attenderla sul palco del Teatro Ariston, c’è Nicolò Filippucci con Laguna: una sfida tra due giovani artisti cresciuti entrambi sotto i riflettori dei talent show italiani, ma con storie e sensibilità profondamente diverse.
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Angelica nasce a Roma nel 2003 da un parto quadrigemellare, insieme ai fratelli Silvia, Aurora e Michelangelo. La famiglia ha anche Davide, il fratello maggiore, e Jacopo, nato l’anno dopo i gemelli: sei figli in totale, una circostanza che all’epoca aveva fatto notizia per la sua eccezionalità. Cresciuta in un ambiente numeroso e vivace, si avvicina alla musica fin da bambina, scoprendo quasi per caso una voce capace di trasmettere emozioni fuori dal comune.
La svolta più dolorosa arriva quando ha 19 anni: entrambi i genitori muoiono in un tragico incidente stradale, lasciando lei e i cinque fratelli ad affrontare insieme un lutto devastante. È proprio in quel periodo che la musica smette di essere un semplice hobby e diventa qualcosa di più necessario, quasi vitale. Angelica inizia a pubblicare cover sui social, in particolare su TikTok, trasformando ogni brano in una piccola confessione.
Nel giugno 2023 decide di mettersi alla prova iscrivendosi ai casting della diciassettesima edizione di X Factor, condotto da Francesca Michielin. Entra a far parte del team guidato da Ambra Angiolini e conquista rapidamente l’attenzione del pubblico grazie a un’intensità interpretativa rara per la sua età. Il percorso si interrompe in semifinale, il 30 novembre, con l’esibizione su L’inverno, brano firmato da Tananai e Davide Simonetta appositamente per lei. Si classifica sesta, ma il suo nome resta impresso.
Dopo X Factor, Angelica non si ferma. Nel 2024 pubblica il singolo autobiografico Bellissimo e poi niente e tenta per la prima volta la strada di Sanremo Giovani, con il brano La nostra malinconia. Supera le prime due fasi, ma viene eliminata in finale. Un altro mattone, un altro ostacolo da trasformare in carburante.
L’anno successivo, nell’ottobre 2025, riprova. Questa volta il brano si chiama Mattone e racconta proprio quel passaggio in cui il dolore, invece di spegnere, accende qualcosa. Curiosamente, la stessa Angelica non voleva presentarlo: è stato il suo staff a convincerla, dopo aver ascoltato la canzone. “Abbiamo fatto tutto in fretta, l’abbiamo inviata pochi minuti prima della scadenza”, ha raccontato. Quella fretta si rivela una fortuna: supera il primo turno, poi la semifinale, e infine vince Sanremo Giovani 2025, guadagnandosi l’accesso al Festival nella sezione Nuove Proposte.
Sul palco dell’Ariston, Angelica ha dedicato il brano ai fratelli e a chiunque abbia mai pensato di non farcela. «Il dolore non è mai più grande della bellezza di vivere. Ma soprattutto il dolore non è una battaglia: è un’occasione per celebrare la vita oltre ogni cosa, perché ne vale la pena, sempre.» Parole che riassumono una filosofia nata dalla sofferenza reale, non da uno slogan.
Il 30 gennaio 2026, a poche settimane dal Festival, esce Tana, il suo primo album in studio. Nove tracce prodotte da Federico Nardelli e scritte insieme a Matteo Alieno, in cui sonorità pop contemporanee si intrecciano con arrangiamenti essenziali e testi che bilanciano oscurità e ironia. Il titolo stesso suggerisce un’idea di rifugio, di spazio intimo in cui tornare dopo aver affrontato il mondo. Ad aspettarla fuori da quella tana, intanto, ci sono i cinque fratelli: il pubblico più prezioso, e quello che conosce meglio di tutti il prezzo pagato per arrivare fin qui.



