Lucio Battisti, nonostante l’incredibile fama ottenuta nel mondo della musica grazie alla sua collaborazione artistica con Mogol, è stato sempre un uomo schivo. Un atteggiamento che ha mantenuto fino al
giorno della sua morte, avvenuta il 9 settembre 1998 a soli 55 anni, presso l’ospedale San Paolo di Milano. Le cause della sua scomparsa, infatti, sono sempre state ammantate da un certo mistero.
A distanza di molti anni ancora non si ha una risposta certa e si presuppone che il cantante fosse affetto da un linfoma maligno al fegato. Sembra che tutto sia iniziato in seguito ad un intervento alla
colecisti durante il quale è stato individuato il tumore. Da quel momento sono seguiti cicli di cure svolte lontano dagli occhi del pubblico e della stampa. Si è parlato, però, anche di una glomerulonefrite cronica, per cui avrebbe subito dialisi e un tentativo di trapianto renale. Di certo, il bollettino medico menzionò solo “complicanze in un quadro clinico severo“.
![Lucio Battisti e Grazia Letizia Veronese [Sorrisi]](https://cultweb.it/wp-content/uploads/2024/02/05757583_alta.jpg)
Da quel momento è stato impossibile frenare le manifestazioni di cordoglio dei fan di Battisti ma, anche in questo caso, la famiglia ha cercato di svolgere tutto nel massimo riserbo. I funerali, infatti, sono stati svolti in modo privato a Molteno davanti a solo 20 persone, Tra queste, ovviamente, c’era Mogol, il compagno di una vita di lavoro e creazioni. Battisti, però, ad oggi non riposa più nella cappella all’interno del cimitero del tranquillo paesino della Brianza. La vedova, infatti, ha deciso per la cremazione, cercando di evitare qualsiasi tipo di celebrazione.
Intanto, proprio oggi sarà riposizionata a Rimini la targa in onore di Battisi, sradicata da un gruppo di vandali e poi gettata. “Chi ha divelto la targa dimostra di non avere né un briciolo di cultura e storia, né di rispetto. Più che vandali, forse sarebbe il caso di definirli ignoranti”, ha detto Grazia Letizia Veronese.



