Rita De Crescenzo è diventata un fenomeno social capace di conquistare oltre due milioni di follower, trasformandosi in una delle personalità più discusse e seguite del web italiano. La sua storia, raccontata nella prima puntata di Belve su Rai2, lo dimostra. Ma dietro i video virali e i siparietti comici si nasconde un passato di dolore, dipendenza e violenza che ha segnato profondamente la sua esistenza.
Quando Francesca Fagnani le chiede come sia stata la sua infanzia, la risposta di Rita è secca e definitiva: “Bruttissima”. Una parola che racchiude trent’anni di droga e psicofarmaci, un’esistenza ai margini della società che sembrava non offrire vie d’uscita. Ma il trauma più profondo arriva prestissimo: Rita, infatti, ha un figlio a soli 13 anni. Un bambino nato da una relazione con Ciro Marranzino, della famiglia Contini, arrestato poco dopo il parto. La De Crescenzo, però, ci tiene a precisare la sua estraneità a quel mondo.
La tiktoker napoletana, che preferisce definirsi tiktokana e showget, ha raccontato senza filtri anche il suo ruolo nel mondo social:
Dalla mattina alla sera faccio compagnia alla gente, la faccio divertire. La gente mi tiene come una Madonna. Sono tanto imitata. Sono contenta perché così la gente ha visto che nella vita si può cambiare.
Il cambiamento, però, non è stato una scelta ma quasi un obbligo di sopravvivenza. Il momento della svolta, in particolare, è legato a uno dei ricordi più dolorosi della sua vita:
Quando sono stata violentata da tre ragazzi di colore alla stazione centrale. Da lì ho capito che se non avessi smesso con la droga sarei morta. E guarda adesso come sto bella! Nella vita si può cambiare e sto qua a raccontarlo.
Quella violenza brutale, dunque, paradossalmente è diventata il punto di non ritorno che le ha salvato la vita, costringendola a guardare in faccia l’abisso in cui stava precipitando. Ed oggi Rita si definisce una persona in crescita. Ma il passato continua a presentarle il conto sotto forma di questioni legali ancora aperte. Arrestata nel 2017 per spaccio di droga e imputata per diffamazione nei confronti di un deputato e di un ristoratore, la De Crescenzo ha sempre ammesso di aver fato uso di stupefacenti ma di non aver mai spacciato.
Nel finale dell’intervista, poi, arriva la confessione più intima e dolorosa. Rita De Crescenzo sa di dovere delle scuse a qualcuno e, in modo particolare, ai suoi figli. La tiktoker, infatti, ha affermato di aver iniziato veramente a vivere solo da sette anni, ossia da quando ha trovato la voglia di cambiare. Un tempo, dunque, che rappresenta la sua rinascita ed il momento esatto in cui ha smesso di sopravvivere per cominciare finalmente a vivere.
La storia della De Crescenzo, dunque, può essere visto come un racconto di riscatto estremo, dove i social media sono diventati lo strumento inaspettato di una seconda opportunità. Non tutti, però, la pensano in questo modo. La sua presenza in una trasmissione della Rai, infatti, ha scatenato non poche polemiche. La più importante, sicuramente, quella di Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, morto a 24 anni per mano di un pregiudicato minorenne che l’ha ucciso durante una rissa.
La donna, infatti, ha visto la testimonianza della De Crescenzo come inopportuna ed un veicolo che, involontariamente, potrebbe inneggiare ad un determinato stile di vita. Per questo ha invitato Francesca Fagnani, padrona di casa di Belve, a riconsegnare il premio Paolo Borsellino ottenuto per il giornalismo.



