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Home » Spettacolo » Donald Sutherland e l’aneddoto sul Casanova di Fellini: “Mi scelse perché sembrava mi masturbassi tanto”

Donald Sutherland e l’aneddoto sul Casanova di Fellini: “Mi scelse perché sembrava mi masturbassi tanto”

Donald Sutherland aveva una venerazione per Federico Fellini con cui ha lavorato nel Casanova. Ecco perché è stato scelto per il ruolo.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino20 Giugno 2024
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Donald Surtherland in una scena di Il Casanova di Fellini (fonte: Rai Cultura)

Dei tanti aneddoti sulla vita del grande Donald Sutherland, scomparso oggi a Miami a 88 anni dopo una breve malattia, ce n’è uno che fa particolarmente sorridere i fan italiani. Sutherland, infatti, ha spesso lavorato nella sua carriera con autori di casa nostra. Con Paolo Virzì per Ella e John, ad esempio. E soprattutto con Federico Fellini, nel 1976, per il quale fu il protagonista di Il Casanova. L’esperienza sul set col grande autore riminese è stata al centro della Masterclass che Sutherland tenne al Zurigo Film Festival nel 2019. Dove ricevette il premio alla carriera.

 

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Donald Sutherland raccontò di essere stato scelto per un motivo specifico, come riportato da Vanity Fair:

“Un giorno lui stava facendo un’intervista sul set. Il giornalista gli chiese perché avesse scelto me per la parte. Ero abbastanza vicino da sentire la conversazione. Mi aspettavo che dicesse che mi aveva voluto perché ero un grande attore, cose del genere. E, invece, la sua risposta fu: ‘Perché ha gli occhi di uno che si masturba molto’“.

Un dettaglio che la diceva lunga sulla tempra di Fellini, ma anche sulla simpatia di un attore davvero in grado di recitare qualsiasi cosa, come dimostra il lungo elenco di film e serie televisive di cui è stato protagonista. Aggiunse poi su Fellini:

“Mi piaceva il suo modo di dirigere perché non stava a filosofeggiare come, per esempio, James Gray in Ad Astra. L’unica indicazione che Fellini mi diede fu: ‘(Fa il gesto di tenere la bocca chiusa). Perché noi attori americani teniamo sempre le labbra socchiuse. Quanto basta“.

Per finire raccontò di quanto il rapporto fosse cresciuto col passare dei giorni. Passando dalle prime settimane di totale imbarazzo, agli undici mesi successivi di idillio. Con Fellini che si sedeva in braccio a lui per dirigere gli altri attori.

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