In occasione del 73esimo compleanno dell’immenso Roberto Benigni raccontiamo la storia del suo amore per l’attrice Nicoletta Braschi, pilastro della sua vita e della sua carriera da oltre 40 anni: un amore che molti non esitano a definire inossidabile, nato con un colpo di fulmine nel 1983 e cresciuto nel corso di quattro decenni tra set cinematografici, tappeti rossi e una vita privata custodita con discrezione, lontana dai riflettori del gossip.
Il loro primo incontro avvenne a Roma quando lei, originaria di Cesena, si trasferì nella capitale per studiare all’Accademia di Arte Drammatica. Roberto andava a prenderla ogni giorno dopo le lezioni e insieme scoprivano cinema, teatro e letteratura, nutrendo una complicità che sarebbe diventata la base solida del loro legame. Come ha raccontato Nicoletta: “Ci presentarono amici comuni. Da allora ci siamo nutriti delle stesse cose. Veniva a prendermi all’Accademia e andavamo al cinema quasi tutti i giorni; quando si riusciva anche a teatro. Ci passavamo i libri”.
Per Benigni, la vita si misura in un prima e dopo Nicoletta. “È il suo ingresso nella mia vita, c’è un prima e dopo di lei”, ha confessato l’attore toscano. “Nel prima, tutto era farsa: la commedia senza la presenza femminile è come una vita a metà, non la si può concepire. Mi ha dato verità. Mentre volavo, mi ha riportato con i piedi per terra, e io non riesco a immaginare un altro volto, un’altra presenza, un altro respiro che non sia lei”.
Il 1983 segnò l’inizio di tutto, con la realizzazione del film Tu mi turbi, la prima collaborazione cinematografica della coppia. Da quel momento non si sono più lasciati, né nella vita né sul set. Nel 1988 arrivò Il piccolo diavolo, dove l’ingresso di Nicoletta sulla banchina della stazione, accolta da Roberto mentre i marinai la salutano dai finestrini del treno, rappresenta simbolicamente il suo ingresso definitivo nella vita dell’attore e regista.
Le nozze arrivarono in modo del tutto inaspettato e riservato il 26 dicembre 1991, nella chiesetta di un convento di clausura a Cesena. La cerimonia si svolse davanti a una ventina di parenti, con diciotto suore di clausura come testimoni silenziose dietro le grate del coro. Lui in completo blu, lei in tailleur scuro, si scambiarono le fedi d’oro bianco in un’atmosfera di raccoglimento e spiritualità. I dettagli del matrimonio emersero solo il giorno successivo, quando i genitori di Nicoletta, papà Guido e mamma Paola, si lasciarono andare a qualche confidenza con gli amici, scherzando sul fatto di aver sposato una figlia senza poter festeggiare pubblicamente.

Da allora Roberto e Nicoletta hanno condiviso tutto: la vita quotidiana e i trionfi cinematografici. Insieme hanno girato film memorabili come Johnny Stecchino, Il mostro, Pinocchio e soprattutto La vita è bella, il capolavoro che nel 1999 conquistò tre Oscar, tra cui quello per il miglior film straniero e per il miglior attore protagonista. Nicoletta è stata presente in ogni pellicola diretta da Benigni, incarnando quella presenza femminile che trasforma la farsa in verità, come lui stesso ha sempre sostenuto.
Solo una volta Nicoletta non è stata al suo fianco: durante la proiezione privata de La vita è bella in Vaticano davanti a Papa Giovanni Paolo II. Una grave influenza la costrinse a rimanere a Los Angeles, nonostante l’importanza dell’evento. Quando il Pontefice chiese dove fosse la moglie, Roberto rispose con il suo inconfondibile humor: “Eravamo a Los Angeles e lì è rimasta, il medico le ha detto che stava talmente male da non poter rientrare, neanche l’avesse chiesto il Papa”. Giovanni Paolo II scoppiò a ridere, per poi commuoversi profondamente alla fine della proiezione, dichiarando: “Mi hai fatto piangere, c’è tutta la mia vita lì dentro”.
L’amore tra Benigni e Braschi è diventato leggendario anche per le dediche pubbliche che l’attore le rivolge in ogni occasione importante. Nel 2021, ricevendo il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia, Roberto ha pronunciato parole di rara intensità poetica: “Il mio modo di misurare il tempo è con te e senza di te, facciamo tutto insieme da quarant’anni. Io mi prendo la coda del Leone per muovere l’allegria, le ali sono tue. Perché se qualche volta nella vita ho fatto qualcosa, ho preso il volo, è stato grazie a te, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice”.
E ancora, con quella capacità unica di trasformare i sentimenti in poesia: “La prima volta che ti ho vista ricordo che emanavi talmente tanta luce che ho pensato che nostro Signore facendoti nascere avesse voluto adornare il cielo di un altro sole. È stato proprio quello che si dice un amore a prima vista, anzi a ultima vista, anzi a eterna vista”. Parole che, citando il suo amato Dante, celebrano una donna che gli “imparadisa la mente”.
Il loro legame ha superato anche momenti difficili, come il terribile incidente d’auto del 2012 che ha rischiato di strappare Nicoletta alla vita e ha lasciato un segno visibile sul suo volto. Lei stessa ha dichiarato a Vanity Fair di portare quella cicatrice con orgoglio, come un marinaio dalla pellaccia dura sul cui viso si leggono le imprese vissute.



