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Home » Spettacolo » Eric Dane è morto: è stato il dottor Sloan di Grey’s Anatomy, era malato di Sla

Eric Dane è morto: è stato il dottor Sloan di Grey’s Anatomy, era malato di Sla

Eric Dane, la star di Grey's Anatomy e Euphoria, è morto a 53 anni il 19 febbraio 2026 a causa della Sla, diagnosticata nell'aprile 2025.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino20 Febbraio 2026Aggiornato:20 Febbraio 2026
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Eric Dane
Eric Dane (fonte: YouTube)

Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Eric Dane, l’attore americano che milioni di spettatori hanno imparato ad amare nei panni del dottor Mark Sloan in Grey’s Anatomy. Il decesso è avvenuto ieri, a causa delle complicazioni legate alla sclerosi laterale amiotrofica, meglio nota come Sla o morbo di Lou Gehrig. Dane aveva 53 anni.

La notizia è stata confermata dalla portavoce Melissa Bank con un comunicato ufficiale: l’attore ha trascorso i suoi ultimi giorni accanto alle persone più care, in un clima di affetto e raccoglimento. La famiglia ha chiesto che ne venga rispettata la privacy.

Nato il 9 novembre 1972 a San Francisco, Eric Dane era cresciuto nel nord della California segnato da una perdita prematura: suo padre, veterano della Marina e architetto, era morto per una ferita da arma da fuoco quando l’attore aveva soltanto sette anni. Nonostante questa ferita profonda, dopo il liceo si trasferì a Los Angeles con un unico obiettivo — recitare.

I primi anni furono quelli dei piccoli ruoli: apparve in Bayside School, Pappa e ciccia, Renegade e nella serie Streghe, dove interpretò per due stagioni il personaggio di Jason Dean, guadagnandosi una prima fetta di notorietà. Un’altra tappa importante arrivò con Gideon’s Crossing, medical drama di breve durata che gli permise di affacciarsi per la prima volta al genere che lo avrebbe reso celebre.

Eric Dane
Eric Dane (fonte: People)

La svolta vera arrivò nel 2005, quando mise piede per la prima volta sul set di Grey’s Anatomy, il medical drama creato da Shonda Rhimes per la rete ABC. Doveva essere un’apparizione isolata, il diciottesimo episodio della seconda stagione, ma la risposta del pubblico fu così entusiastica che Dane fu confermato per la stagione successiva e poi per tutte le altre fino alla nona, dove il suo personaggio, il chirurgo Mark Sloan, uscì di scena dopo un incidente aereo. Il soprannome McSteamy, nato sul set, finì per seguirlo ovunque, anche nella vita reale. Nel 2021 è tornato a indossare il camice da medico, in un’apparizione nella diciassettesima stagione che ha fatto impazzire i fan di vecchia data.

Parallelamente alla carriera televisiva, Dane ha recitato in produzioni cinematografiche di rilievo, tra cui X-Men: Conflitto finale, Io e Marley e Burlesque. Dal 2014 al 2018 ha poi interpretato il capitano Tom Chandler nella serie The Last Ship, fino a quando la produzione fu sospesa a causa di un periodo difficile dell’attore, alle prese con la depressione.

Nel 2019 è arrivata la seconda grande stagione televisiva della sua carriera: il ruolo di Cal Jacobs in Euphoria, la serie HBO che ha ridisegnato il panorama del drama americano. Un personaggio tormentato, distante anni luce dal carismatico McSteamy, che Dane ha interpretato con una maturità espressiva sorprendente. Ha ricoperto questo ruolo fino alla morte, ed è atteso nella terza e ultima stagione della serie, in uscita nella primavera del 2026. A novembre 2025, nonostante la malattia, ha trovato la forza di recitare anche in un episodio di Brilliant Minds, nei panni di un vigile del fuoco colpito dalla Sla.

Nell’aprile del 2025, Eric Dane ha annunciato pubblicamente di avere la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni e porta alla paralisi dei muscoli volontari, compromettendo la capacità di camminare, parlare e respirare. La maggior parte dei pazienti non supera i cinque anni dalla diagnosi. Dane si è spento circa dieci mesi dopo averla ricevuta.

In un’intervista rilasciata a Good Morning America, aveva descritto con parole semplici e disarmanti l’impatto di quella notizia: “Non dimenticherò mai quelle tre lettere. Me ne rendo conto appena mi sveglio”, aveva detto, riferendosi in particolare alla progressiva perdita di funzionalità del braccio destro.

Anziché ritirarsi, Dane aveva scelto di trasformare il dolore in impegno civile. Nel giugno 2025 era intervenuto a Washington davanti al deputato californiano Eric Swalwell per sensibilizzare sull’autorizzazione preventiva delle cure assicurative per i malati di Sla. “Alcuni di voi mi conoscono per le serie televisive. Oggi sono qui come paziente”, aveva dichiarato. A settembre 2025, la ALS Community lo aveva insignito del premio come sostenitore dell’anno, riconoscimento del lavoro instancabile svolto per portare la malattia all’attenzione dell’opinione pubblica.

Per la fine del 2026 è prevista la pubblicazione di Book of Days: A Memoir in Moments, le memorie di Eric Dane edite da The Open Field, l’impronta editoriale di Maria Shriver per Penguin Random House. Un viaggio intimo attraverso i momenti che lo hanno formato: il primo giorno sul set di Grey’s Anatomy, la nascita delle figlie, la diagnosi di Sla.

“Voglio che chi legge ricordi cosa significa vivere con il cuore. Se condividere la mia storia può aiutare qualcuno a trovare un senso nelle proprie giornate, allora vale la pena raccontarla“.

Dane lascia la moglie, l’attrice Rebecca Gayheart, 54 anni, sposata nel 2004 e da cui si era separato consensualmente nel 2018 pur mantenendo un legame stretto, e le loro due figlie: Billie Beatrice, nata il 3 marzo 2010, e Georgia Geraldine, nata il 28 dicembre 2011.

“Ci mancherà profondamente e lo ricorderemo sempre con affetto”, si legge nell’ultimo messaggio della famiglia. “Eric adorava i suoi fan ed è per sempre grato per l’amore e il sostegno che ha ricevuto.”

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