Un acceso dibattito scuote Hollywood. Oltre 1200 personalità del mondo dello spettacolo, tra cui Liev Schreiber, Mayim Bialik e Debra Messing, hanno firmato una controlettera per opporsi al boicottaggio del cinema israeliano, in risposta a una precedente iniziativa che chiedeva la sospensione di collaborazioni con istituzioni e compagnie cinematografiche israeliane a causa del conflitto a Gaza.
La lettera, promossa dalle organizzazioni no-profit Creative Community for Peace e The Brigade, invita i quasi 4000 firmatari del boicottaggio, tra cui Emma Stone e Joaquin Phoenix, a riconsiderare la loro posizione. L’accusa principale è che in questo modo, anziché promuovere la pace, si alimenti la disinformazione e la censura artistica.

Il documento sottolinea come l’industria cinematografica israeliana includa progetti innovativi e critici, anche nei confronti del governo, con la partecipazione di artisti sia ebrei che palestinesi. Si evidenzia, inoltre, che le istituzioni cinematografiche israeliane non sono entità governative e spesso si pongono in posizione critica rispetto alle politiche ufficiali.
Mayim Bialik, nota per il suo ruolo in The Big Bang Theory, ha dichiarato che boicottare i filmmaker israeliani alimenta la divisione e contribuisce a una cultura di marginalizzazione.
“Artisti e creativi hanno un’opportunità e una responsabilità uniche nel ricordare al mondo la nostra umanità condivisa. Boicottare registi, studi, case di produzione e individui solo perché sono israeliani alimenta divisioni e contribuisce a una preoccupante cultura di emarginazione. Inoltre, questo impegno al boicottaggio non fa nulla per porre fine alla guerra a Gaza, riportare a casa gli ostaggi o contrastare l’allarmante aumento dell’antisemitismo a livello globale“.
Debra Messing, star di “Will & Grace”, ha definito questa azione una forma di discriminazione, ricordando come storicamente i boicottaggi contro gli ebrei siano stati uno strumento di regimi autoritari. Ribadendo, in sostanza, che questo tipo di proteste è qualcosa di molto vicino all’antisemitismo.
La questione è lungi dall’essere conclusa.



