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Home » Spettacolo » “Il ricovero ha fatto ripartire tutto”: Madame rompe il silenzio su vuoto, farmaci e musica

“Il ricovero ha fatto ripartire tutto”: Madame rompe il silenzio su vuoto, farmaci e musica

Madame torna con "Disincanto": l'intervista sulla rinascita dopo il ricovero, gli anni di vuoto, le critiche all'industria musicale e il ritorno all'urban.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene15 Aprile 2026
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Madame
Madame (fonte: YouTube Noisey Italia)

Ventiquattro anni e un terzo album che porta il peso di una rinascita. Madame torna sulla scena musicale italiana con Disincanto, 14 brani in uscita venerdì 17 aprile che raccontano un percorso di dolore, caduta e ricostruzione. Un disco che nasce dopo due anni di silenzio creativo, ricoveri e psicofarmaci, di cui la cantautrice vicentina parla senza filtri in un’intervista al Corriere della Sera.

“Ho avuto due anni di vuoto. Scrivevo e registravo canzoni sul telefono, ma non si capiva nulla”, confessa Francesca Calearo, questo il vero nome dell’artista. Il disco rappresenta la visione lucida di quel dolore, un modo per dargli senso e per esorcizzarlo. “È stato un percorso. Con il ricovero è ri-iniziato tutto. È quando tutto si acquieta che devi ricostruire”, spiega con quella crudezza linguistica che caratterizza anche i testi del nuovo album.

Il titolo Disincanto non è casuale. Sulla copertina completamente bianca campeggia un’etichetta del prezzo, come quella del formaggio al supermercato, ride lei. La campagna promozionale si interroga sul prezzo di stare bene, di cambiare, di mostrarsi. “Il disincanto non ha un’età giusta in cui arrivare. È una costante della vita, dall’età infantile, il bambino quando scopre che non esiste Babbo Natale, alla vecchiaia”, riflette Madame.

Ma il disincanto più grande riguarda le relazioni umane. “Quello dell’amore dovuto. Nessuno è obbligato ad amarti quando sei un adulto”, afferma. E proprio questo tema attraversa violentemente alcuni brani del disco, in particolare Come stai? e Mai più, dove l’industria musicale viene accusata di essere popolata da personaggi in stile Il gatto e la volpe, ricatti delle radio e hit fabbricate a tavolino.

“Alcune cose sono accadute a me. Non serve fare nomi, ma ho visto chi si avvicinava a me per mangiare dal mio piatto. Altre cose le ho viste accadere, anche in altri ambienti lavorativi. Sono mossa da rabbia e da un forte senso di ingiustizia: era impossibile tacere”, dichiara con fermezza. Una rima nel testo fa pensare a Shablo, ma la cantautrice preferisce non entrare nel dettaglio dei nomi.

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Il lavoro su se stessa emerge come tema centrale. In Come stai? scrive “Madame ha salvato una ragazzina”, riferendosi a se stessa. “Sono io. Fra una ragazzina che si sente inferiore a quello che è, e un’artista che si sente superiore a quello che è, ci può essere un clash violento. E anche perdita di identità”, ammette. Il percorso terapeutico l’ha portata a cercare un punto di incontro tra Francesca e Madame, perché “dentro un ego molto gonfio c’è solo aria. E io cerco la verità, non l’aria”.

Dal punto di vista musicale, dopo il premio Tenco conquistato col primo album e la svolta cantautorale di Amore, questo terzo lavoro segna un ritorno verso l’urban. “Una delle cose che mi ha aiutato a tornare a scrivere è stato partire da basi semplici: tre suoni e io che ci canto sopra. Avevo l’esigenza di riallacciarmi alle mie origini. Sapevo che non avrei fatto De André nella vita. Ce n’è già stato uno e io non servo. E avevo bisogno di divertirmi con rime e cose un po’ sconcette”, spiega.

Di testi espliciti ce ne sono molti nel disco. “Mai avuto paura di dire certe cose nelle canzoni, ma anche nella vita di tutti i giorni dico parolacce e faccio allusioni sessuali. Ho scelto un linguaggio più popolare e meno intellettuale. Una delle mie massime è che non c’è Delitto e castigo senza Temptation Island“, afferma con ironia.

L’artista si espone anche sulla propria sessualità, tema che considera potente e importante. “Non parlarne sarebbe come negare una parte di me. Tutti hanno i genitali, tutti pensano al sesso, tutti hanno visto un porno”, dichiara senza mezzi termini.

Grazie, il brano che chiude l’album come fosse l’ultima seduta dall’analista, porta con sé una nota di ottimismo. “Tutto sommato mi è andata bene”, dice Madame. “Il disincanto dal dolore è la cosa più difficile. Il dolore ti porta ad autogiustificarti, a far pensare a chi ti sta intorno di non doverti caricare di responsabilità, il dolore ti vizia”.

Il tour estivo partirà il 3 luglio, portando dal vivo questo percorso di disillusione e rinascita che, nelle parole dell’artista, rappresenta sia una rottura che una ricostruzione. “Da alcuni punti di vista il disincanto è positivo: riscrivi le tue regole, vivi la vita a modo tuo e non come ti dicono gli altri. Di negativo c’è la rottura dell’incanto alla quale poi però segue un’altra cosa buona, ovvero la ricostruzione”.

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