Il mito del grande amore tra Carrie Bradshaw e Mr. Big, pilastro della cultura pop anni ’90 e 2000, viene definitivamente smontato proprio dalla sua creatrice, Candace Bushnell. Mentre intere generazioni di Millennials hanno visto nel loro tormentato tira e molla un modello di romanticismo “fatale”, l’autrice del libro originale ha rivelato che, nella realtà, quel legame non avrebbe mai avuto un futuro.
La percezione della serie è cambiata radicalmente nel tempo: se i nati tra gli anni ’80 e ’90 tendono a idealizzare l’ossessione amorosa della coppia, la Gen Z identifica oggi in Mr. Big i tratti tipici della relazione tossica. Questa nuova sensibilità sottolinea come dinamiche un tempo considerate affascinanti siano in realtà profondamente problematiche, trasformando il “grande amore” in un manuale su cosa evitare in un rapporto sano.
Candace Bushnell, parlando recentemente a People della sua opera, ha ammesso che il lieto fine televisivo è stato un compromesso per soddisfare il pubblico, ma che nella vita vera Carrie e Big non sarebbero mai rimasti insieme. L’autrice ha paragonato il loro legame a quello dei classici della letteratura, spiegando che la realtà non segue quasi mai i binari della finzione romantica.
La storia di Carrie, interpretata dalla splendida sessantenne Sarah Jessica Parker, è ispirata alla vita della Bushnell, ma con un finale opposto: il “vero” Mr. Big lasciò la scrittrice proprio nel giorno in cui lei ricevette le bozze del libro Sex and the City, finendo poi per sposare un’altra donna con cui vive tuttora. A differenza del suo alter ego televisivo, l’autrice ha dichiarato di aver capito col tempo di non desiderare affatto un matrimonio convenzionale, definendosi molto più cinica e autonoma rispetto alla sognatrice Carrie.
Questa rivelazione sposta il focus della serie: il vero valore non risiede nell’inseguimento di un uomo inafferrabile, ma nella consapevolezza dei propri desideri e nell’indipendenza. La vera “vittoria” non è stata il matrimonio di Carrie, ma la capacità della sua creatrice di costruire una carriera e una vita autentica, slegata dai cliché del romanticismo a tutti i costi. Non è un caso che la scena finale di And Just Like That, sfortunato sequel della serie cult, si chiuda su una danza solitaria della protagonista.
