Oggi sarebbe stato il suo 83esimo compleanno e Raffaella Carrà torna al centro della cronaca televisiva grazie alle rivelazioni inedite del suo storico press agent Angelo Perrone. In un’intervista rilasciata a LaPresse, il manager ha ricostruito alcuni momenti chiave della carriera della regina della televisione italiana, svelando dettagli finora sconosciuti sui suoi rapporti con le colleghe più celebri del piccolo schermo.
Secondo il manager, il rapporto della Carrà con le altre conduttrici era spesso improntato a una distanza professionale, fatta di rispetto ma anche di confini ben precisi. Non mancavano però eccezioni significative. Una delle rivelazioni più delicate riguarda il rapporto con Antonella Clerici, che secondo il racconto attraversò una fase di forte rottura. Perrone spiega che la Carrà si sentì tradita da alcune dinamiche televisive legate a un progetto specifico: “Le tolse il saluto per un periodo perché, secondo lei, non era stata corretta a fare il sequel di un suo show, Sogni, con la sua stessa équipe, senza avvisarla“.

La tensione tra le due si manifestò pubblicamente in una scelta simbolica: Raffaella Carrà preferì andare ospite da Io canto, il programma condotto da Gerry Scotti, piuttosto che partecipare a Ti lascio una canzone della Clerici, trasmissione che rappresentava in qualche modo la continuità del suo stesso format.
Completamente diverso invece il legame con Mara Venier, il cui incontro in Spagna si rivelò decisivo per il ritorno della Carrà in Italia. Perrone ricorda: “Grazie ad un’intervista che Mara Venier le concesse in Spagna, le venne la voglia di tornare a lavorare in Italia e così l’anno dopo nacque Carramba che sorpresa“.
Con Loretta Goggi c’era affetto per aver cominciato contemporaneamente nel varietà negli anni 70, mentre stimava molto Silvia Toffanin e le sue interviste garbate, come le definiva lei stessa. Solo per questioni logistiche non riuscì ad andare a Verissimo, ma apprezzava particolarmente lo stile della conduttrice.
Quanto alle sue preferenze televisive, Perrone svela dettagli inediti: “Non amava le trasmissioni di cronaca nera al mattino, mentre si appassionava ai talk serali e soprattutto le piaceva tutto ciò che riportava all’atmosfera del varietà. Trasmissioni come ad esempio Tale e Quale Show“.
Emerge anche il tratto più personale della Carrà, legato al suo modo di vivere la notorietà. Secondo Perrone, infatti, non amava le celebrazioni pubbliche né i grandi eventi costruiti attorno alla sua figura. Emblematica la reazione a una proposta clamorosa: “Ricordo che per un famoso suo compleanno le avevo proposto un mega concerto allo stadio Olimpico ripreso da Rai1, ma mi prese per pazzo“.
Il manager non ha risparmiato critiche agli omaggi tributati all’artista dopo la sua scomparsa: “Io fino ad ora ho visto pessimi tentativi di renderle omaggio“. Tuttavia, si è detto fiducioso rispetto alla fondazione nata in suo nome: “Sono certo che Gian Luca Pelloni e Matteo Pelloni, rispettivamente il figlio adottivo nonché grande collaboratore di Raffaella e il nipote, faranno un grande lavoro e iniziative degne del nome di Raffaella“.
