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Home » Spettacolo » Ma quale Anna Wintour: Meryl Streep si è ispirata a due registi famosi per la sua Miranda

Ma quale Anna Wintour: Meryl Streep si è ispirata a due registi famosi per la sua Miranda

La verità arriva dopo 20 anni ma è molto curiosa: Meryl Streep rivela che Miranda Priestly non è ispirata ad Anna Wintour, ma a Nichols e Eastwood.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Aprile 2026
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Meryl Streep in Il diavolo veste Prada
Meryl Streep in Il diavolo veste Prada (Fox)

Per quasi vent’anni, il mondo del cinema ha dato per scontato che Meryl Streep avesse modellato la sua indimenticabile Miranda Priestly su Anna Wintour, la potente direttrice di Vogue. Dopotutto, il romanzo di Lauren Weisberger da cui è tratto Il diavolo veste Prada si ispirava proprio all’esperienza dell’autrice come assistente della stessa Wintour. Eppure, la verità è ben diversa e sorprendente. Durante una recente apparizione al Late Show with Stephen Colbert, l’attrice premio Oscar ha finalmente rivelato le vere fonti di ispirazione per il suo personaggio: non la direttrice di Vogue, ma due leggendari registi di Hollywood, Mike Nichols e Clint Eastwood.  “Se Mike Nichols e Clint Eastwood avessero avuto un figlio… sarebbe Miranda Priestly“, ha raccontato sorridendo.

Streep, che non Nichols ha lavorato in due cult movie come Heartburn – Affari di cuore e Silkwood, oltre alla miniserie HBO Angels in America, ha spiegato come il suo modo di dirigere fosse intriso di umorismo sottile e tagliente, lo stesso che ha infuso nella sua Miranda.

Anne Hathaway e Meryl Streep in Il diavolo veste Prada
Anne Hathaway e Meryl Streep in Il diavolo veste Prada (fonte: Fox)

Quanto a Eastwood, che ha diretto Streep in quel capolavoro di romanticismo che è I ponti di Madison County, è stato d’ispirazione per la sua capacità di comandare senza mai alzare la voce.  L’attrice ha ammesso di non aver mai raccontato a Eastwood dell’influenza che aveva avuto sul suo personaggio, ma di averlo fatto con Nichols, che è stato lusingato.

Nonostante Streep non citi Wintour tra le sue ispirazioni, la direttrice editoriale di Vogue (ora chief content officer di Condé Nast e direttrice editoriale globale della rivista) ha condiviso lo scorso anno i suoi pensieri sul film e sui paragoni con Miranda Priestly. “Sono andata alla première indossando Prada, senza avere la minima idea di cosa parlasse il film. Penso che l’industria della moda fosse molto premurosa nei miei confronti riguardo al film, temendo che mi dipingesse in qualche luce negativa, ma ho visto il film e l’ho trovato molto piacevole. Era molto divertente”, ha raccontato in un podcast.

Questa rivelazione arriva mentre Streep si prepara a riprendere il ruolo di Miranda Priestly nel sequel Il diavolo veste Prada 2, in uscita nelle sale il 30 aprile. Il film vedrà il ritorno anche di Anne Hathaway ed Emily Blunt, e le aspettative dei fan sono altissime dopo il successo del primo capitolo, che ha incassato oltre 326 milioni di dollari in tutto il mondo. Chissà che la rivelazione di Streep non getti nuova luce sul personaggio, ma siamo sicure che i fan di tutto il mondo continueranno a vedere Anna Wintour dietro alle fattezze della diabolica direttrice di Runway, dallo sguardo indagatore e giudicante e dall’umorismo tagliente.

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