Il mondo dello spettacolo italiano piange la scomparsa di Franco Mari, attore milanese morto il 25 ottobre 2025 all’età di 78 anni. Conosciuto dal grande pubblico con lo pseudonimo di Rupert Sciamenna, Mari è diventato negli ultimi anni un’icona della comicità surreale grazie alla collaborazione con Maccio Capatonda, Herbert Ballerina e Ivo Avido.
I suoi personaggi-caricatura hanno conquistato tanti spettatori, trasformandolo in un vero e proprio idolo dei ragazzini. Da Lord Micidial, l’arrogante e cinico presidente di una televisione, a Rocchio 47, la parodia di Rocky Balboa che vantava di avere “i pugni nelle mani” ma moriva ancor prima di salire sul ring.
Gli sketch che lo vedevano protagonista sono andati in onda in programmi cult come Mai dire lunedì e Mai dire martedì, oltre che su La7 e All Music, accumulando milioni di visualizzazioni e diventando virali sul web. La sua comicità si basava sulla caricatura di personaggi altolocati, sopra le righe, con un ampio uso di parlate singolari e risate dall’accento malvagio che sono entrate nell’immaginario collettivo.
Nato a Milano, Franco Mari aveva intrapreso una strada completamente diversa prima di arrivare al successo nel mondo dello spettacolo. Cresciuto in una famiglia che lui stesso definiva “tipo Mulino Bianco”, con madre milanese e padre svizzero, aveva frequentato un collegio a Lucerna e poi l’alberghiera di Losanna, una delle migliori scuole del settore al mondo. Questa formazione gli aveva permesso di lavorare come pubbliche relazioni dell’Hotel Hilton, dove parlando tre lingue aveva avuto l’opportunità di conoscere artisti del calibro di Federico Fellini, Tina Turner, Gina Lollobrigida e Jerry Lewis.
Proprio dall’Hilton era partita la sua carriera cinematografica. Le troupe che passavano dall’hotel notarono il suo carisma particolare e alcuni registi iniziarono a proporgli ruoli da comparsa. Nel 1992 recitò in Facciamo paradiso di Mario Monicelli al fianco di Moni Ovadia e Philippe Noiret, mentre in Mani di fata di Steno lavorò con Renato Pozzetto, Felice Andreasi, Eleonora Giorgi, Sylva Koscina e Margherita Buy. Seguirono Cucciolo di Neri Parenti nel 1998 e, l’anno successivo, Tutti gli uomini del deficiente di Paolo Costella, il primo film della Gialappa’s Band.
La svolta definitiva arrivò con l’incontro con Maccio Capatonda, che riconobbe in lui un talento unico e costruì su misura il personaggio di Rupert Sciamenna. Mari partecipò così ai due film del comico, Italiano medio del 2015 e Omicidio all’italiana del 2017, oltre a essere protagonista della serie televisiva Mario, trasmessa da MTV dal 2013 al 2014, e de La villa di lato.
Maccio Capatonda ha pubblicato sul suo profilo Instagram una serie di video tratti dagli sketch più celebri con la frase: “Purtroppo se n’è andato Rupert Sciamenna (Franco Mari). Un mito della comicità”.
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Anche Herbert Ballerina ha voluto ricordare l’amico: “Franco era il più giovane di noi, anche se sembrava il più vecchio del mondo, con quella sua eleganza strana e quella voce assurda. Abbiamo fatto tanta strada insieme, e se oggi guardo indietro penso solo a quanto siamo stati fortunati a incontrarci in quell’angolo di tempo e di mondo”.
