La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, prevista per il 6 febbraio, è già al centro di una accesa polemica politica. Il motivo è la partecipazione del rapper milanese di origini tunisine Ghali, che nel 2024 al Festival di Sanremo aveva denunciato il genocidio a Gaza. Tutto questo mentre l’artista non ha ancora proferito una sola parola sull’evento olimpico.
A innescare il dibattito sono state le dichiarazioni di ieri del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Commentando la presenza di Ghali alla cerimonia, il ministro ha voluto specificare: “Le caratteristiche della cerimonia sono centrate sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico”.
Abodi ha poi aggiunto quella che ha definito una rassicurazione: “Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato, ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco“.
Le parole del ministro sono state immediatamente riprese e inasprite dalla Lega. Fonti del partito hanno espresso “sconcerto a tutti i livelli”, definendo Ghali “un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari”. Il comunicato leghista prosegue affermando che “l’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”, sottolineando inoltre come la notizia risulti “ancora più disgustosa pensando che domani è il Giorno della Memoria“.
Sulla stessa linea si è espressa Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ha dichiarato: “Spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida sul ruolo che deve svolgere. Spero capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento”.
Le dichiarazioni del ministro Abodi hanno però suscitato immediate reazioni da parte delle opposizioni. Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, ha parlato di censura preventiva del tutto inaccettabile: “Da una parte il Ministro Abodi, che vorrebbe una censura preventiva, dall’altra la Lega, che lo attacca con insulti inqualificabili. L’arte è libera e non può essere strumentalizzata per motivi politici o ideologici”.
Manzi ha poi chiesto l’intervento del ministro della Cultura Giuli: “Dovrebbe sentire la responsabilità di intervenire e prendere le distanze da queste reazioni. Ghali merita rispetto per il pregevole lavoro artistico e culturale che porta avanti: ogni forma di intimidazione verso un artista è inaccettabile in un Paese civile”.
Ancora più duri gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, che hanno tuonato: “Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista non esprimerà il suo pensiero sul palco non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva. Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è molto più grave: un governo che pretende di stabilire in anticipo cosa si può dire e cosa no”.
I pentastellati hanno proseguito affermando che “dietro il linguaggio di Andrea Abodi c’è solo paura della libertà di espressione. L’arte non nasce per essere neutra, addomesticata o innocua, ma per esprimersi liberamente. Chi non è in grado di reggerla è semplicemente perché non regge la democrazia. Questo governo dimostra ogni giorno di non conoscere la libertà di espressione e di violarla con ogni mezzo”.
La controversia ruota attorno alla presenza di Ghali sul palco di Sanremo 2024, quando al termine della sua esibizione con il brano Casa mia aveva pronunciato la frase “Stop al genocidio“, commuovendosi mentre salutava la madre. Quella dichiarazione aveva già suscitato polemiche all’epoca del Festival. Ora, a pochi giorni dalla cerimonia olimpica, il dibattito si riaccende prima ancora che l’artista abbia avuto modo di esprimersi sulla sua partecipazione ai Giochi di Milano-Cortina.



