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Home » Spettacolo » “Nessuno è illegale in una terra che è stata rubata”: Billie Eilish e il suo ICE out infiamma i Grammy 2026

“Nessuno è illegale in una terra che è stata rubata”: Billie Eilish e il suo ICE out infiamma i Grammy 2026

La notte dei Grammy 2026 si trasforma in palco di protesta: Billie Eilish contro ICE, Bad Bunny fa la storia e Kendrick Lamar batte ogni record. Ecco cosa è successo.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino2 Febbraio 2026Aggiornato:2 Febbraio 2026
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Billie Eilish e suo fratello
Billie Eilish e suo fratello (fonte: YouTube)

I Grammy Awards 2026 non saranno ricordati solo come una celebrazione musicale. La serata del primo febbraio alla Crypto.com Arena di Los Angeles si è trasformata in un potente atto di resistenza civile, dove le voci più influenti della musica contemporanea hanno usato i loro momenti di gloria per difendere i diritti degli immigrati. Billie Eilish ha conquistato il suo terzo Grammy per la canzone dell’anno con “Wildflower”, unendosi al fratello Finneas O’Connell sul palco. Ma la vittoria è diventata subito un messaggio politico. La cantante ventiquattrenne, con una spilletta “Ice Out” ben visibile sul suo completo, ha dichiarato senza mezzi termini: “Nessuno è illegale in una terra rubata”. Le sue parole hanno scatenato un’ovazione immediata dal pubblico.

Durante la diretta su CBS, Eilish è stata censurata per alcuni secondi quando ha pronunciato: “E fan..lo l’ICE, è tutto quello che ho da dire. Scusate!”. Nonostante il tentativo di silenziamento, il messaggio è arrivato forte e chiaro, ricevendo applausi scroscianti e standing ovation.

La cantante ha poi aggiunto: “È davvero difficile sapere cosa dire e cosa fare in questo momento, ma mi sento piena di speranza in questa sala. Dobbiamo continuare a lottare, a far sentire la nostra voce e a protestare. Le nostre voci contano davvero, e le persone contano”. Un riferimento diretto alle severe politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Trump che stanno provocando proteste in tutto il paese.

Ma Eilish non è stata l’unica a trasformare la cerimonia in un momento di attivismo. Bad Bunny ha fatto la storia diventando il primo artista con un album completamente in spagnolo a vincere l’album dell’anno con “Debí Tirar Más Fotos”. Un traguardo storico in 68 anni di Grammy.

Prima ancora di ringraziare, il cantante portoricano trentunenne ha dichiarato con forza: “Ice out. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani”. Visibilmente commosso, si è coperto il volto con le mani prima di salire sul palco per ricevere il premio dalle mani di Harry Styles.

Il suo discorso è continuato con un appello all’unità: “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore. Dobbiamo essere diversi. Se dobbiamo lottare, dobbiamo farlo con amore. Non li odiamo. Amiamo la nostra gente, amiamo la nostra famiglia, e questo è il modo di farlo”. Bad Bunny, che domenica prossima sarà protagonista dell’halftime show del Super Bowl, ha portato a casa tre Grammy in totale, inclusi Best Global Music Performance e Best Música Urbana Album.

La solidarietà agli immigrati ha attraversato tutta la serata. Shaboozey, vincitore del suo primo Grammy per la migliore performance country duo/gruppo con “Amen” insieme a Jelly Roll, ha dichiarato: “Gli immigrati hanno costruito questo paese. Letteralmente. Davvero. Questo premio è per loro, per tutti i figli di immigrati, per coloro che sono venuti in questo paese in cerca di opportunità migliori. Grazie per aver portato qui la vostra cultura, la vostra musica, le vostre storie e le vostre tradizioni. Voi date colore all’America”.

Olivia Dean, vincitrice del premio come migliore artista emergente, ha aggiunto: “Sono qui come nipote di un immigrato, sono il prodotto del coraggio e penso che quelle persone meritino di essere celebrate”.

Sul fronte strettamente musicale, Kendrick Lamar è stato il trionfatore assoluto della serata. Il rapper di Compton ha vinto cinque Grammy, battendo il record di Jay-Z e diventando il rapper più premiato nella storia dei Grammy con 26 vittorie totali. La sua collaborazione con SZA, “Luther”, ha conquistato la registrazione dell’anno per il secondo anno consecutivo (dopo “Not Like Us” nel 2025), mentre il suo album “GNX” ha vinto il miglior album rap.

Arrivato con nove nomination, Lamar ha dominato tutte le categorie rap e ha dimostrato ancora una volta perché è considerato uno dei più grandi artisti della sua generazione.

Lady Gaga ha conquistato il Grammy per il miglior album pop con “Mayhem”. Nel suo discorso di accettazione ha parlato dell’esperienza femminile nell’industria musicale: “So cosa significa trovarsi in studio con un gruppo di uomini, può essere difficile. Ascoltatevi sempre dentro e battetevi per le vostre idee”.

Justin Bieber è tornato a esibirsi ai Grammy dopo quattro anni di assenza, presentando “Yukon” dal suo settimo album “Swag”. L’esibizione è stata minimalista: il cantante si è presentato in boxer e calzini con la chitarra elettrica, mentre sua moglie Hailey lo guardava dal pubblico. Bieber aveva sospeso i concerti per riprendersi da una malattia che gli aveva paralizzato una parte del viso.

Un momento storico anche per il cinema: Steven Spielberg è entrato nel club esclusivo degli EGOT (vincitori di Emmy, Grammy, Oscar e Tony), conquistando il suo primo Grammy come produttore del documentario Disney+ “Music By John Williams”, premiato nella categoria migliore musica da film.

I principali vincitori della serata

Album dell’anno: Bad Bunny – “Debí Tirar Más Fotos”

Registrazione dell’anno: Kendrick Lamar con SZA – “Luther”

Canzone dell’anno: Billie Eilish – “Wildflower”

Miglior artista emergente: Olivia Dean

Miglior album pop: Lady Gaga – “Mayhem”

Miglior album rap: Kendrick Lamar – “GNX”

Miglior performance country duo/gruppo: Shaboozey con Jelly Roll – “Amen”

Miglior album country contemporaneo: Jelly Roll – “Beautifully Broken”

 

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