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Home » Spettacolo » “Non siamo animali, siamo umani e americani”: chi è Bad Bunny, il re della latin trap che ha trionfato ai Grammy Awards 2026 e criticato apertamente l’ICE

“Non siamo animali, siamo umani e americani”: chi è Bad Bunny, il re della latin trap che ha trionfato ai Grammy Awards 2026 e criticato apertamente l’ICE

Storia e carriera di Bad Bunny, il rapper portoricano che ieri sera si è aggiudicato 5 Grammy Awards e si esibirà come artista di punta al prossimo Super Bowl.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene3 Febbraio 2026
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Bad Bunny durante un discorso di ringraziamento ai Grammy Awards 2026
Bad Bunny durante un discorso di ringraziamento ai Grammy Awards 2026 (fonte: YouTube Recording Academy / GRAMMYs)

La notte dei Grammy Awards 2026 ha segnato una svolta storica per la musica latina. Bad Bunny, vero nome Benito Antonio Martínez Ocasio, è diventato il primo artista latino a conquistare il premio di album dell’anno nei 68 anni di storia della prestigiosa cerimonia. Il riconoscimento è andato al suo sesto disco Debí Tirar Más Fotos, un’esplorazione personale e potente della storia musicale di Porto Rico che ha battuto colossi come Lady Gaga e Kendrick Lamar.

Il trentunenne artista portoricano, che si esibirà come headliner nel prossimo Super Bowl, è apparso visibilmente emozionato quando Harry Styles ha letto il suo nome per il premio principale della serata. Dopo alcuni istanti per ricomporsi, Bad Bunny ha raggiunto il palco del Crypto.com Arena di Los Angeles con le lacrime agli occhi. Nel suo discorso in spagnolo ha dedicato il premio agli immigrati che “lasciano la loro casa, la loro terra, il loro paese, per seguire i loro sogni”.

Il titolo dell’album vincitore, che si traduce come “Avrei dovuto scattare più foto”, riflette i temi di perdita e nostalgia che permeano il disco. Durante il discorso di accettazione, l’artista ha voluto ricordare “tutte le persone che hanno perso qualcuno a loro caro e hanno dovuto andare avanti con tanta forza. Questo premio è per voi”.

La vittoria rappresenta un momento significativo per la musica latina, storicamente marginalizzata dall’industria musicale anglofona. Tuttavia, l’avvento dello streaming ha contribuito a demolire le barriere linguistiche. Nel 2024, Bad Bunny è stato l’artista più ascoltato su Spotify a livello mondiale, accumulando la cifra impressionante di 19,8 miliardi di stream. È stato anche il primo a raggiungere questo primato cantando esclusivamente in spagnolo, senza mai cedere alla pressione di passare all’inglese per ampliare la propria base di fan.

La cerimonia dei Grammy 2026 è stata caratterizzata da numerosi interventi in difesa degli immigrati, in risposta alle politiche restrittive dell’amministrazione Trump. Bad Bunny aveva già preso posizione in precedenza nella serata, vincendo il premio per miglior album di música urbana. Dal palco aveva dichiarato senza esitazioni: “Prima di ringraziare Dio, dirò: via l’ICE. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo umani e siamo americani”.

Il percorso di Bad Bunny verso il successo globale è iniziato lontano dai riflettori. Nato il 10 marzo 1994 nel quartiere Almirante Sur di Vega Baja, a circa 30 miglia a ovest di San Juan, è cresciuto in una famiglia di classe medio-bassa. Suo padre era un camionista e sua madre un’insegnante di inglese, oggi in pensione. Ha due fratelli minori, Bernie e Bysael, che considera parte integrante della sua vita insieme ai suoi amici più stretti.

Da bambino, Benito cantava nel coro della chiesa cattolica locale fino all’età di 13 anni, accompagnando la madre devota alle funzioni settimanali. Dopo aver lasciato il coro, sviluppò un interesse per gli artisti che sentiva alla radio, in particolare Daddy Yankee e Héctor Lavoe. Nonostante fosse timido al liceo, si faceva notare per le sue sessioni di freestyle improvvisato che intrattenevano i compagni di classe, costruendosi una reputazione per creatività e umorismo.

Il nome d’arte Bad Bunny deriva da un episodio dell’infanzia. Come ha raccontato lui stesso in un’intervista del 2018: “Quando ero un bambino a scuola, dovetti vestirmi da coniglio, e c’è una foto di me con un’espressione infastidita. Quando la vidi, pensai che avrei dovuto chiamarmi Bad Bunny. È un nome che sapevo avrebbe funzionato dal punto di vista commerciale. Un coniglio è qualcosa di così comune che pensai: ogni volta che qualcuno ne vedrà uno, si ricorderà della mia musica”.

Mentre studiava comunicazione audiovisiva all’Università di Porto Rico ad Arecibo, Bad Bunny lavorava come addetto all’impacchettamento in un supermercato Econo per mantenersi. Durante quel periodo iniziò a condividere la sua musica su SoundCloud, sperimentando con beat creati nella sua camera da letto. Nel 2016, la popolarità della sua canzone Diles attirò l’attenzione di produttori che lo chiamavano mentre era al lavoro nel negozio di alimentari.

Invece di cercare contratti con le major, Bad Bunny e il suo manager Noah Assad svilupparono una strategia alternativa: rilasciare singoli e video su YouTube per costruire un seguito organico. La tattica si rivelò vincente. Nel 2017 partecipò a numerosi singoli di successo come Pa Ti, Loco Pero Millonario e Sensualidad.

Il 2018 segnò la svolta internazionale con I Like It, registrata insieme a Cardi B e J Balvin. Il brano raggiunse la prima posizione della Billboard Hot 100 nel luglio di quell’anno e ricevette una nomination ai Grammy. Il suo album di debutto X 100PRE, uscito la vigilia di Natale 2018, conquistò il primo posto nella classifica Top Latin Albums di Billboard e vinse il Latin Grammy per miglior album di musica urbana, ottenendo la certificazione di diamante già nel maggio 2019.

Il 2020 fu l’anno dell’affermazione definitiva negli Stati Uniti. Bad Bunny si esibì come artista ospite insieme a Shakira, Jennifer Lopez e J Balvin durante l’halftime show del Super Bowl LIV. Rilasciò poi ben tre album in un anno: YHLQMDLG a febbraio, Las Que No Iban a Salir a maggio e El Último Tour del Mundo a novembre. Quest’ultimo fece la storia diventando il primo album interamente in spagnolo a debuttare al numero uno della Billboard 200.

Il singolo Dakiti dello stesso anno debuttò al primo posto della classifica Hot Latin Songs di Billboard e vi rimase per 27 settimane consecutive. A dicembre 2020, Spotify dichiarò Bad Bunny artista dell’anno, con oltre 8 miliardi di stream sulla piattaforma. L’artista confermò il primato anche nel 2021.

Nel 2022 arrivò Un Verano Sin Ti, il quarto album in studio che debuttò nuovamente al primo posto della Billboard 200, dove rimase per 13 settimane. Il disco divenne il più venduto dell’anno negli Stati Uniti e vinse il Grammy per miglior album di música urbana. L’album fu promosso da un tour negli stadi di America del Nord e America Latina che consolidò ulteriormente la sua posizione di stella globale.

In un’intervista del 2021, Bad Bunny aveva dichiarato: “Sono felice che viviamo in un’epoca in cui non devo cambiare nulla di me stesso – né il mio stile musicale, né la mia lingua, né la mia cultura – per arrivare lontano. Questo non significa che non canterò mai in inglese. Ho già cantato in giapponese, quindi forse un giorno canterò in inglese. È fantastico fare le cose a modo mio”.

Nel corso della sua carriera, Bad Bunny ha collaborato con artisti del calibro di Nicki Minaj, Ricky Martin, Drake, Ozuna, Enrique Iglesias, Maluma, Karol G, Rosalía, Marc Anthony e Will Smith. La sua capacità di muoversi tra generi diversi – dal latin trap al reggaeton, passando per sonorità più sperimentali – ha dimostrato una versatilità che va oltre le etichette tradizionali.

Oltre alla musica, Bad Bunny è attivo nel wrestling professionistico, avendo stabilito una collaborazione con la WWE, la massima federazione statunitense. Ha anche intrapreso progetti nel mondo della moda e della recitazione, ampliando la sua influenza culturale ben oltre il panorama musicale.

Ai Grammy 2026, l’artista portoricano ha portato a casa tre premi in totale, aggiungendosi ai numerosi riconoscimenti già accumulati: due Grammy Awards, quattro Latin Grammy, due American Music Award, otto Billboard Music Awards e un MTV Video Music Award. La rivista Time lo ha inserito tra le cento persone più influenti dell’anno nel 2020.

La vittoria di Debí Tirar Más Fotos come album dell’anno rappresenta non solo un traguardo personale per Bad Bunny, ma un riconoscimento della crescente influenza della musica latina nel panorama globale. Per la prima volta in quasi sette decenni, la Recording Academy ha premiato un disco completamente in spagnolo con il suo massimo onore, segnando un cambiamento epocale nelle dinamiche dell’industria musicale americana.

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