Tra le tante storie che circondano la vita enigmatica di Michael Jackson, una delle più sorprendenti riguarda il suo presunto tentativo di acquistare i resti dell’Uomo Elefante, Joseph Merrick. Un episodio che, ancora oggi, alimenta il fascino controverso attorno alla figura del Re del Pop. Ma cosa ha spinto davvero Jackson a interessarsi a un caso medico dell’epoca vittoriana? E cosa c’è di vero in questa storia?
Il fatto risale alla metà degli anni ’80, in piena ascesa del fenomeno Michael Jackson. Reduce dal clamoroso successo di Thriller, l’album più venduto di tutti i tempi, Jackson era all’apice della celebrità mondiale. Ma dietro le luci della ribalta, c’era un uomo fragile, profondamente segnato dalla solitudine, dal rapporto difficile con il proprio corpo e da un’infanzia rubata. Ed è in questo contesto che emerge la notizia: Michael avrebbe tentato di acquistare i resti scheletrici di Joseph Merrick, l’uomo noto come Elephant Man, conservati al Royal London Hospital Museum.
Joseph Merrick ha vissuto a Londra nella seconda metà dell’Ottocento ed era affetto da una rara e deformante malattia, oggi ritenuta una forma di neurofibromatosi o sindrome di Proteo. A causa di questo e dell’ignoranza del tempo, viene esposto nei freak show come attrazione da baraccone, prima di essere accolto e protetto dal dottor Frederick Treves, che gli garantisce una vita più dignitosa fino alla morte, avvenuta nel 1890. La sua storia colpisce profondamente l’opinione pubblica e ispira libri, documentari e persino un film: The Elephant Man di David Lynch, del 1980.

Jackson, dunque, si scopre profondamente toccato dalla storia di Merrick. Anzi, stando a quanto hanno affermato diversi biografi, arriva ad identificarsi con lui. Entrambi, infatti, sono esposti, guardati più che compresi. Ed è in una intervista del 1987 con Barbara Walters, che lo stesso Jackson dichiara un legame con questa figura drammatica.
Mi sentivo come lui. Mi sentivo molto solo e mi identificavo con la sua solitudine.
La stampa britannica, dunque, riferisce che Jackson sarebbe arrivato ad offrire un milione di dollari per acquistare lo scheletro di Merrick, ma la richiesta viene respinta. I suoi resti, infatti, sono considerati patrimonio medico e culturale, e quindi non in vendita. L’ospedale, da parte sua, smentisce formalmente l’esistenza di una trattativa, ma la notizia, già pubblicata dal National Enquirer, fa velocemente il giro del mondo, contribuendo a costruire l’immagine di Jackson come figura eccentrica, quasi surreale.
Il gesto, per molti, ha rappresentato la conferma dell’alienazione del cantante. Per altri, invece, si è trattato di una richiesta di connessione, di empatia verso un’altra anima sofferente. In ogni caso, quel momento diventa parte integrante della narrazione attorno a Michael Jackson: genio artistico, ma anche creatura fragile, prigioniera della propria fama e del proprio corpo.



