A vent’anni dalla sua scomparsa e un anno dopo la canonizzazione, la straordinaria vita di Carlo Acutis approda sul piccolo schermo e nelle sale cinematografiche italiane. Domenica 27 settembre, in prima serata su Canale 5, andrà in onda “Il mio nome è Carlo”, il film televisivo diretto da Giacomo Campiotti che racconta la storia del quindicenne milanese proclamato santo da papa Leone XIV il 7 settembre 2025, insieme a Pier Giorgio Frassati.
Il film è una coproduzione RTI-Movie Magic International, con il sedicenne Samuele Carrino nel ruolo del protagonista, affiancato da Lucia Mascino nei panni della madre Antonia Salzano e Flavio Parenti in quelli del padre Andrea. La somiglianza fisica tra l’attore e Carlo Acutis è straordinaria, un dettaglio che ha colpito anche chi lo ha conosciuto personalmente.
La narrazione segue Carlo attraverso tre età fondamentali della sua breve esistenza: a sei anni, quando mostra già un’inclinazione spirituale insolita per un bambino; a undici anni, quando diventa un preadolescente sveglio e appassionato di computer; e infine a quindici anni, durante la frequenza del primo liceo. Il regista Giacomo Campiotti ha scelto di raccontare non solo il santo, ma il ragazzo: quello che giocava a pallone, suonava il sassofono, faceva catechismo ai più piccoli e utilizzava internet per divulgare la fede.
Le riprese si sono svolte nei luoghi autentici della vita di Carlo: l’istituto delle Marcelline in piazza Tommaseo, il Leone XIII, la chiesa di Santa Maria Segreta dove è oggi custodita una reliquia del suo cuore, e l’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio. Eccezionalmente, dopo anni, la Fabbrica del Duomo ha concesso le riprese sulle terrazze della cattedrale milanese. Trenta alunni del Leone XIII sono stati reclutati come comparse, rendendo ancora più autentica l’atmosfera del film.
Una delle figure centrali del racconto è Rajesh Mohur, il collaboratore domestico proveniente dalle Mauritius, interpretato da Brayan Palliyagoda. Il regista ha spiegato di aver scelto proprio questo legame come chiave narrativa: il rapporto tra il bambino Carlo e Rajesh diventa il punto di vista privilegiato per mostrare come la fede del ragazzo riuscisse a contagiare chi gli stava vicino. Anche i compagni di classe, i genitori e persino il personale sanitario che lo ha assistito negli ultimi giorni sono rimasti profondamente colpiti dalla sua presenza.
Il film si conclude con uno dei momenti più struggenti: il dialogo in ospedale tra Carlo morente e sua madre. Di fronte alla leucemia fulminante che lo ha stroncato in pochi giorni nell’ottobre 2006, Carlo non perde il sorriso e parla della felicità che lo attende. Samuele Carrino ha raccontato: “”Quando Carlo dice alla mamma che non uscirà da lì, è un momento molto toccante. Io sono credente e con Carlo, specie dopo questa scena, mi sono sentito ancora più in connessione””.
Parallelamente al film televisivo, dal 15 al 21 ottobre arriverà nelle sale cinematografiche “”Carlo Acutis. Il giovane santo””, il docufilm diretto da Luca Salmaso che inaugura la nuova rassegna I Misteri della Fede. Prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e Our Films, il documentario racconta la vita e l’eredità spirituale di Carlo attraverso materiali inediti, fotografie, video privati e le immagini della canonizzazione realizzate dalle camere di Vatican Media.
Il docufilm include testimonianze dirette dei genitori Antonia Salzano Acutis e Andrea Acutis, del domestico Rajesh Mohur, degli amici d’infanzia Mattia e Jacopo Pastorelli, della maestra Elisa Tattanelli e di Momcilo Jankovic, il medico che ha seguito Carlo negli ultimi giorni di vita. Per la prima volta appare anche la studentessa costaricana Valeria Vargas Valverde, protagonista del miracolo legato alla canonizzazione, insieme a sua madre Liliana.
La distribuzione internazionale sarà imponente: 200 sale in Italia e progetti dedicati con le sale parrocchiali e l’Acec, mentre l’uscita è prevista in 30 Paesi del mondo per un totale di 3000 sale. Il primo sarà la Francia con 450 sale, poi il resto d’Europa e, a febbraio, le Americhe con 1700 sale. Franco Di Sarro, CEO di Nexo Digital, ha sottolineato l’eccezionalità di questa diffusione globale.
Ma chi era davvero Carlo Acutis? Un ragazzo milanese che frequentava le Marcelline e il Leone XIII, girava in bici in piazza Vetra per distribuire coperte e cibo ai senzatetto, insegnava catechismo all’oratorio di Santa Maria Segreta.
Il rapporto di Carlo con la tecnologia è uno degli aspetti più interessanti della sua figura. Quando a otto anni gli regalarono una PlayStation, decise autonomamente di non giocarci più di un’ora a settimana, per poi abbandonarla completamente: non voleva diventarne schiavo. Allo stesso tempo, però, comprese le potenzialità di internet e le sfruttò per realizzare siti web dedicati ai miracoli eucaristici e per diffondere contenuti di fede.
Il “mese di Carlo” che inizia con la messa in onda del film su Canale 5 e prosegue con l’uscita del docufilm nelle sale rappresenta un’occasione per conoscere o riscoprire la figura del primo santo millennial, un ragazzo che ha vissuto pienamente il suo tempo senza perdere di vista l’eternità. Come diceva madre Teresa, citata spesso da Antonia Salzano: “Non c’è bisogno di andare a Calcutta a fare bene, basta scendere sotto casa“.
