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Home » Sport » Ma quanto è forte l’Irlanda del Nord? Cosa temere (e cosa no) degli avversari dell’Italia di Gattuso

Ma quanto è forte l’Irlanda del Nord? Cosa temere (e cosa no) degli avversari dell’Italia di Gattuso

L'Irlanda del Nord vale 95 milioni, Tonali da solo 80: ma nel 1958 ci eliminarono loro. Appuntamento a questa sera a Bergamo.
RedazioneDi Redazione26 Marzo 2026
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L'Irlanda del Nord
L'esultanza di un giocatore dell'Irlanda del Nord (@northernireland)

Nella strada tra l’Italia e i prossimi mondiali di calcio in USA, Messico e Canada ci sono due ostacoli (tre se contiamo la pesantezza che si respira nel ritiro azzurro): l’Irlanda del Nord e una squadra tra Galles/Bosnia ed Erzegovina. Sulla carta, questa sera a Bergamo, non dovrebbe esserci partita. Sandro Tonali, con un cartellino valutato 80 milioni di euro, vale da solo quasi quanto l’intera nazionale dell’Irlanda del Nord, quotata complessivamente 95,68 milioni. Eppure la storia del calcio azzurro insegna che la logica economica spesso non basta: dalla Corea del Nord nel mondiale del 1966 alla Macedonia del Nord negli spareggi per Qatar 2022, la galleria degli orrori italiani è lunga quanto prestigiosa è la bacheca di un movimento quattro volte campione del mondo.

 

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L’Irlanda del Nord fa parte proprio di questa collezione di fantasmi. Nel 1958 mise la firma alla prima mancata qualificazione dell’Italia a un mondiale, e sessantotto anni dopo eccoli di nuovo di fronte agli azzurri nella semifinale playoff di Bergamo. Il Belfast Telegraph non ha dubbi: “Lo spirito del 1958 è la cosa di cui avrebbe bisogno la nostra nazionale contro l’Italia. Allora riuscimmo persino a provocare un caso portato all’attenzione del governo di Roma“.

La Green and White Army si presenta a questo appuntamento con un’identità precisa: calcio britannico old style, modulo 5-4-1, giocatori sparsi tra Premier League, Championship e League One. Il portiere e il centravanti militano nella terza serie inglese, eppure questa squadra ha raggiunto il secondo posto del girone di qualificazione dietro alla Germania, perdendo solo 1-0 a Belfast e tenendo l’1-1 in trasferta fino al minuto 69.

Il commissario tecnico Michael O’Neill, che da febbraio si divide tra la nazionale e il Blackburn in seconda divisione, ha costruito una squadra che fa dell’equilibrio difensivo il suo punto di forza. Nelle ultime quattro partite l’Irlanda del Nord ha subito appena 2 gol. Il sistema di gioco si basa su una difesa a tre con cinque centrocampisti e un solo attaccante, spesso isolato in avanti: un classico 5-4-1 con blocco basso che lascia il pallone agli avversari e riparte in verticale.

La squadra nordirlandese non è eccelsa nella manovra, ma ha imparato a sfruttare le spizzate, le seconde palle e i calci piazzati, correndo e sperando negli spazi che si aprono in contropiede. In sintesi, se il momento lo richiede, gioca sporco senza problemi. E dalla sua ha anche il fatto di non aver nulla da perdere.

OL’Irlanda del Nord arriva a Bergamo con due assenze importanti: l’esterno Conor Bradley del Liverpool, valutato 30 milioni e da solo un terzo della quotazione nordirlandese, e il difensore Daniel Ballard del Sunderland. Bradley aveva fatto vedere di cos’era capace contro l’Inter in Champions League a San Siro.

Nonostante le defezioni, la difesa resta il reparto migliore della squadra, con una valutazione complessiva di 63,68 milioni. Il più navigato è Paddy McNair, ex promessa del Manchester United ora all’Hull City in Championship. Il giovane Hume, classe 2002 del Sunderland, può essere schierato sia da terzino che da centrale. In porta il ballottaggio è tra Peacock-Farrell del Blackpool e Conor Hazard del Plymouth, entrambi in League One.

A centrocampo O’Neill ha avviato un ricambio generazionale con diversi giovani interessanti. Shea Charles, classe 2003 del Southampton, è uno dei volti nuovi su cui puntare. C’è anche l’ala Price del West Bromwich, una freccia che ha segnato 7 reti nella seconda divisione inglese e un gol alla Germania nel girone, in cui complessivamente ha tirato 14 volte in porta. L’esterno Devenny del Crystal Palace affronterà la Fiorentina in Conference League, mentre Jamie Donley dell’Oxford, classe 2005, è cresciuto con il mito di George Best.

Davanti, il giocatore di maggior esperienza è Josh Magennis, 35 anni abbondanti, attaccante dell’Exeter in League One con un cartellino da appena 75 mila euro. In ballottaggio con lui c’è il giovane Callum Marshall, classe 2004 di proprietà del West Ham ma ora in prestito al Bochum nella seconda serie tedesca. Alternative sono Jamie Reid dello Stevenage, Dion Charles dell’Huddersfield e Paul Smith del QPR, tutti in Championship o League One.

L’allenatore Gennaro Gattuso, chiamato la scorsa estate per sostituire Luciano Spalletti dopo il deludente Europeo del 2024, ha avuto poco tempo per cambiare la squadra e ha detto solo una cosa: la gara di oggi è la più importante della sua carriera.

Contro l’Irlanda del Nord, Gattuso dovrebbe schierare gli attaccanti Moise Kean e Mateo Retegui (rigorista designato), titolari in quasi tutte le partite della Nazionale nell’ultimo anno e mezzo. Kean sta vivendo una stagione difficile per infortuni e per il rendimento scadente della Fiorentina, mentre Retegui ha segnato 15 gol nel campionato saudita. A centrocampo spazio a Davide Frattesi e altri fedelissimi, in una formazione pensata per non stravolgere equilibri consolidati.

Fischio d’inizio alle 20.45.

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