La selezione dei tedofori per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si è trasformata in un caso nazionale che ha coinvolto il mondo dello sport, della politica e delle istituzioni. Al centro della polemica, la denuncia di alcuni tra i più grandi campioni olimpici italiani che non sono stati chiamati a portare la fiamma olimpica, mentre trovano spazio personaggi dello spettacolo, influencer e volti televisivi.
A far esplodere definitivamente la questione è stato Silvio Fauner, leggenda dello sci di fondo italiano e medaglia d’oro nella memorabile staffetta 4×10 chilometri ai Giochi di Lillehammer 1994. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex atleta non ha risparmiato critiche durissime: “Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, una vergogna”.
Fauner ha precisato di parlare a nome di un gruppo di 10 atleti che complessivamente hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, tra cui campionesse come Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa e Bice Vanzetta. “Non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l’Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla”, ha sottolineato l’ex fondista.
La bordata più clamorosa dell’ex campione ha riguardato alcuni dei nomi scelti dalla Fondazione Milano-Cortina per portare la torcia olimpica: “Hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto o cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche”. Il riferimento è a Gabriele Sbattella, storico personaggio del programma televisivo Sarabanda, che figura tra i tedofori selezionati.
L’elenco degli atleti esclusi comprende infatti alcuni dei nomi più illustri dello sport azzurro. Oltre a Fauner e Paruzzi, non sono stati chiamati inizialmente campioni come Piero Gros, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Maurilio De Zolt per quanto riguarda gli sport invernali. Se si allarga lo sguardo ad altre discipline, mancano all’appello anche la nuotatrice Ilaria Bianchi, lo schermidore Matteo Tagliariol, campione olimpico di spada a Pechino 2008, e Totò Antibo, argento nei 10.000 metri a Seul 1988.
Particolarmente emblematico il caso di Kristian Ghedina, stella assoluta dello sci alpino italiano. L’ex discesista aveva denunciato nelle scorse settimane di non essere stato contattato originariamente, venendo inserito tra i tedofori solo dopo essersi candidato esplicitamente. Un precedente che aveva già fatto discutere, ma che solo ora assume una dimensione politica e istituzionale.
Tra i 10.001 tedofori scelti per trasportare la fiamma olimpica figurano invece numerosi personaggi del mondo dello spettacolo: Achille Lauro, Giuseppe Tornatore, Melissa Satta, Al Bano, Alessandra Mastronardi, Lavinia Biagiotti, Massimo Boldi, Alessandro Cattelan, Noemi e Claudia Gerini, solo per citarne alcuni. Una scelta che ha accentuato il malcontento degli atleti esclusi.

Fauner ha anche svelato un retroscena che aggrava ulteriormente la situazione: “Ho sentito Lara Magoni, mi dicono che il responsabile della torcia olimpica abbia detto ‘Io non conosco queste persone’, riferendosi a noi'”. L’ex campione ha quindi puntato il dito contro il Coni, la Federazione Italiana Sport Invernali e la Fondazione Milano Cortina, accusandoli di non tutelare adeguatamente chi ha fatto la storia dello sport italiano.
La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica. Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi si è dichiarato sconcertato: “Ho chiesto, alla luce di quello che è emerso, informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione. In linea di principio è evidente che le leggende dello sport e chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione. Sono rimasto anche io un po’ spiazzato oggettivamente”.
Abodi ha aggiunto che tra i 10.001 tedofori selezionati, la platea degli olimpionici avrebbe dovuto rappresentare un’avanguardia e si è riservato di esprimere una valutazione dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie. “Il tour della fiaccola è la testimonianza dei valori rappresentati dal fuoco olimpico che le persone devono mettere in campo”, ha sottolineato il ministro.
La Fondazione Milano-Cortina 2026 ha replicato alle accuse con una nota ufficiale, spiegando che Silvio Fauner è stato escluso perché attualmente ricopre una carica politica, quella di vicesindaco del Comune di Sappada. Questa condizione rientra tra i requisiti preliminari di esclusione previsti dal regolamento pubblicato sul sito dell’organizzazione. La Fondazione ha tuttavia riconosciuto che “l’impresa di Lillehammer 1994 resta uno dei momenti più iconici dello sport italiano” e ha precisato che gli altri tre protagonisti di quella staffetta storica sono stati invitati a portare la Torcia, con uno di loro che ha già corso.
È emerso inoltre che la gestione della scelta dei tedofori, affidata alla Fondazione Milano Cortina in collaborazione con gli sponsor Coca Cola e Eni, si è basata principalmente su un form online disponibile per tutti. I campioni dello sport si aspettavano invece di essere contattati personalmente, come invece è avvenuto per molti dei nomi dello spettacolo selezionati. Questo ha generato uno scaricabarile istituzionale tra la Fondazione, che sosteneva di fare affidamento sul Coni per il coinvolgimento delle stelle dello sport azzurro, e il Coni stesso, che ha dichiarato di avere in mano solo la scelta dei portabandiera.
La polemica sui tedofori rischia ora di offuscare l’avvicinamento ai Giochi Olimpici invernali, trasformando quello che dovrebbe essere un momento di celebrazione dei valori olimpici in una questione di opportunità mancate e riconoscimenti negati a chi ha scritto pagine indimenticabili della storia sportiva italiana.



