Il potere dei social media ha la capacità di trasformare un piccolo segnale in un fragoroso caso mediatico. È quanto accaduto recentemente a “Karosolotravel”, una travel blogger polacca che, nonostante una base di follower non numerosa, è riuscita a scuotere l’opinione pubblica italiana. Un suo video di denuncia su Bologna ha infatti superato le 400.000 visualizzazioni, diventando un contenuto virale che ha messo sotto i riflettori le criticità del capoluogo emiliano.
@karosolotravel The worst Italian city I’ve ever been to. It smell of urine everywhere, it’s filthy, and you can tell it hasn’t been cleaned in years. Why aren’t the city authorities cleaning the streets and buildings? Those orange buildings are black. And that awful stench. I came here to eat pasta bolognese, but I felt like vomiting and barely ate a thing! Why do people on TikTok recommend Bologna? It’s disgusting! I fled Bologna for Rimini, gave up on my hotel, and lost my money. #bologna #italy #travel #dc #foryou ♬ La valse d´Amélie – Claudio Constantini
La viaggiatrice, che vanta un curriculum di 60 paesi visitati in solitaria, ha descritto il suo soggiorno bolognese come un totale fallimento. Sebbene riconosca il valore storico della città, dell’università più antica del mondo e dell’architettura dei portici, il giudizio finale è stato impietoso. Attraverso immagini riprese in zone centrali come Strada Maggiore e via Indipendenza, la blogger ha documentato il suo disagio, arrivando a coprirsi il volto con un fazzoletto per proteggersi dalle esalazioni.
Secondo la sua testimonianza, la città soffrirebbe di una trascuratezza cronica, con un odore persistente di urina che l’avrebbe spinta ad accorciare la vacanza di un giorno. Il paragone con mete considerate “complesse” come Napoli o Venezia è stato inevitabile: per l’influencer, Bologna è risultata peggiore, definendola senza mezzi termini “terribile” e lamentando una gestione urbana ferma ad anni di abbandono.
Il video non è passato inosservato ai bolognesi, che hanno invaso la sezione commenti innescando un dibattito acceso. Molti residenti e lavoratori del settore turistico hanno confermato le parole della blogger, parlando di un evidente peggioramento della qualità urbana. Tra le voci più critiche si è levata quella di Giovanni Favia, ex esponente del Movimento 5 Stelle, il quale ha sottolineato come la reazione del web sia la prova che “il Re è nudo”, ovvero che il problema del degrado è ormai percepito da molti come una realtà innegabile.
Le lamentele spaziano dalla turistificazione selvaggia, che avrebbe trasformato il centro in un’esposizione di prodotti alimentari standardizzati, alla mancanza di pulizia nelle zone universitarie. Tuttavia, non mancano le voci fuori dal coro, come quella dello sceneggiatore Fabio Bonifacci, che ha invitato a non esasperare i toni per fini elettorali, suggerendo di puntare sulla valorizzazione della bellezza anziché sulla denuncia della bruttezza.
Questa polemica non è un fulmine a ciel sereno. Già nell’agosto del 2024, il New York Times aveva dedicato un editoriale critico alla città, definendola un “inferno turistico”. In quell’occasione si parlava di “foodification”, ovvero la perdita dell’identità storica a favore di “mortadellifici” e trappole per stranieri. Se allora il sindaco Matteo Lepore reagì prontamente difendendo l’operato dell’amministrazione, di fronte a questa nuova ondata di critiche social da parte della blogger polacca, Palazzo d’Accursio non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.



