Una scatola di latta acquistata quasi per caso tra i banchi dello storico mercato di Porta Portese ha riconsegnato alla storia il diario intimo di una famiglia romana, separata dai conflitti del secolo scorso. Camilla, una giovane appassionata di antiquariato, ha rinvenuto all’interno del contenitore decine delle lettere del 1942, dando il via a una ricerca virale sui social network per rintracciarne gli eredi. In meno di quarantotto ore, grazie al passaparola digitale, il nipote dei protagonisti ha risposto all’appello, permettendo la restituzione di un patrimonio affettivo che attraversa oltre ottant’anni di vita.
La vicenda, resa nota dal sito d’informazione FanPage, ha inizio durante una domenica mattina dedicata al collezionismo. Camilla, accompagnata dal padre, viene colpita da una vecchia scatola di latta che un tempo conteneva cioccolatini di una nota ditta torinese. A convincerli all’acquisto è l’immagine di una bambina bionda sul coperchio, che richiama i ricordi d’infanzia della ragazza. Solo una volta tornati a casa, i due scoprono che l’oggetto non è vuoto: al suo interno è custodita una fitta corrispondenza che parte dagli anni Quaranta e arriva fino alla fine degli anni Ottanta.

Le lettere documentano la relazione a distanza tra una donna di nome Maria e il suo futuro marito, probabilmente impegnato al fronte o in trasferta per lavoro. Oltre alle dichiarazioni d’amore, Camilla si è imbattuta in dettagliati racconti storici, come le cronache dei bombardamenti a Genova e la descrizione dei rifugi antiaerei nei tunnel per sfuggire agli allarmi bellici.
Analizzando i documenti con metodo quasi scientifico, la ragazza ha iniziato a trascrivere i testi su supporti digitali per decifrare le grafie eleganti ma complesse dell’epoca. Un elemento fondamentale per la ricerca è stato il legame geografico: le prime buste erano indirizzate a un civico nel quartiere Prati, zona in cui la stessa Camilla è cresciuta. Successivamente, la corrispondenza mostra un cambio di cognome per Maria, segno dell’avvenuto matrimonio, e lo spostamento della residenza verso il quartiere Balduina.
Nonostante un tentativo di persona presso l’indirizzo indicato, dove però i cognomi sul citofono non corrispondevano più a quelli dei documenti, la ricercatrice non si è arresa. Ha così deciso di sfruttare la potenza dei gruppi social di quartiere, pubblicando i nomi, le date e i frammenti di quella storia familiare che includeva anche tenere letterine scritte da tre bambini e indirizzate alla Befana.
La risposta è arrivata con una velocità inaspettata. Un utente ha riconosciuto i nomi dei propri cari, confermando l’identità dei protagonisti: “Maria era mia nonna, il bimbo delle lettere è mio padre e le altre due sono le mie zie“.
Curiosamente, si tratta del secondo ritrovamento romano, a distanza di poche settimane, a diventare virale sui social. Il primo è stato quello di una vecchia audiocassetta che recitava la scritta “Voce di nonna” che si è scoperta essere una donna di Aosta grazie al tam tam sul web. Facebook e affini, insomma, possono essere anche vettore di notizie a lieto fine, per fortuna.



