C’è una foto che negli ultimi giorni ha fatto il giro dei gruppi WhatsApp italiani a una velocità impressionante. Ritrae Silvia Salis, sindaca di Genova, in piedi dietro la consolle di Charlotte de Witte durante il dj set che sabato scorso ha trasformato piazza Matteotti in una pista da ballo a cielo aperto. L’espressione è particolare: un misto di soddisfazione e imperturbabilità, quasi regale. E il web, naturalmente, non se l’è lasciata scappare.
In poche ore, il volto della prima cittadina è stato accostato a uno dei meme più celebri e duraturi della storia di internet: la disaster girl.
Per chi non la conoscesse, vale la pena raccontare la storia dell’originale. La foto risale al 2005 e ritrae una bambina di quattro anni, Zoë Roth, che sorride con un’espressione vagamente sorniona – “diabolica”, scrisse a suo tempo il New York Times – mentre sullo sfondo una casa brucia. La realtà, molto meno drammatica, è che Zoë stava semplicemente assistendo con la famiglia a un’esercitazione dei vigili del fuoco in North Carolina. Fu il padre a scattare la foto, quasi per gioco, e a pubblicarla online partecipando a un concorso fotografico.
Da lì in poi, la storia di quel scatto è diventata un caso da manuale di come funziona la cultura dei meme: l’immagine si è diffusa in modo virale, è stata replicata migliaia di volte in contesti sempre diversi, e alla fine – nel 2021 – Zoë Roth ha venduto l’NFT dell’originale per circa 500.000 dollari. Un lieto fine decisamente inaspettato per una bambina che stava solo guardando i pompieri.
Tornando a piazza Matteotti: sabato 11 aprile la musica elettronica di Charlotte de Witte ha fatto riversare sulla piazza un tappeto di folla di tutte le età, in un evento gratuito che ha mostrato come il capoluogo ligure – una delle città con l’età media più alta in Italia – abbia in realtà una gran voglia di fare festa. Ventimila presenze totali nel corso della serata, ottomila persone incollate davanti alla consolle per tutta la durata del set.
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Il modo in cui la disaster girl e Silvia Salis “posano” nelle rispettive foto è incredibilmente simile: stesso sorriso, stesso misto di dispetto e goduria, mentre si godono i rispettivi trionfi – l’incendio in un caso, la piazza piena nell’altro. L’accostamento è scattato spontaneamente tra migliaia di utenti, ed è proprio questa spontaneità a rendere il fenomeno interessante da un punto di vista comunicativo: nessun ufficio stampa avrebbe potuto pianificare qualcosa del genere. Il meme ha funzionato perché l’immagine era genuina – una sindaca che si gode davvero il risultato di una scommessa vinta.
E di scommessa si tratta, in senso letterale. Il costo complessivo dell’operazione – tra cachet per l’artista e organizzazione dell’evento – è stato di 140.000 euro. Una cifra che, alla luce della copertura mediatica ottenuta, appare quasi irrisoria: le immagini si sono diffuse rapidamente, raggiunte dalle comunità di musica elettronica di tutta Europa e dagli osservatori politici italiani, impegnati a capire cosa stesse succedendo esattamente a Genova.
C’è poi una dimensione che va oltre il folklore digitale. Silvia Salis, 38 anni, è una ex campionessa di lancio del martello e uno dei volti nuovi più discussi della politica italiana. La sua ascesa mediatica è rapidissima: in poco più di un anno dall’inizio del mandato ha superato i 150.000 follower su Facebook, e Bloomberg l’ha recentemente definita “il volto nuovo italiano e possibile candidata anti Giorgia Meloni”.
Inevitabile, dunque, che qualcuno leggesse nella foto della consolle qualcosa di più di un semplice momento conviviale. La sindaca ha però preferito smorzare ogni speculazione: il suo lavoro, ha ribadito, è per Genova. Una risposta sobria, che però non ha fermato il dibattito – né, probabilmente, la corsa del meme. Del resto, nell’epoca dei social, un’immagine che funziona vale più di mille comunicati stampa. E quella foto da piazza Matteotti continua a girare.



