Tutto quello che è stato detto dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, dopo il fiasco delle qualificazioni mondiali e l’eliminazione per mano della Bosnia, è stato usato contro di lui, letteralmente. In particolare quella frase pronunciata in conferenza stampa per spiegare come mai negli altri sport l’Italia sia vincente e nel calcio, no: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sport sono dilettantistici“.
La risposta più virale è arrivata da Gianmarco Tamberi, campione olimpico di salto in alto a Tokyo 2021 e capitano dell’Italia di atletica. Gimbo ha utilizzato i suoi profili social per pubblicare una foto di gruppo creata con l’intelligenza artificiale, che mostra una nazionale di calcio composta dai più grandi campioni italiani di altre discipline. La didascalia scelta non lascia spazio a interpretazioni: “Dilettanti allo sbaraglio”, con l’aggiunta di una citazione di Checco Zalone: “Siamo una squadra fortissimi”.
Nella formazione immaginaria si riconoscono volti che hanno portato medaglie e vittorie all’Italia negli ultimi anni. Jannik Sinner con la maglia numero 11, Kimi Antonelli con il 25, Federica Brignone con il 7, Marcell Jacobs come punta di sfondamento con il 9, Marco Bezzecchi con il cappellino e Mattia Furlani accosciato con il 20 che ci riporta al mito Paolo Rossi. Lo stesso Tamberi compare con il numero 6, mentre altri campioni completano la rosa. Il post ha raccolto migliaia di like in pochi minuti, diventando simbolo di una rivalsa dell’intero movimento sportivo italiano.
La sintesi? C’è più oro mondiale in questa foto di gruppo che negli ultimi 12 anni di Nazionale italiana di Calcio. Le reazioni non si sono limitate a Tamberi. Tra i primi a rispondere c’è stata la pugile Irma Testa, il cui post è stato rilanciato anche da Federica Pellegrini. Hanno fatto sentire la loro voce anche Pietro Sighel e Tommaso Giacomel, medaglie olimpiche a Milano-Cortina rispettivamente nello short track e nel biathlon, con commenti ironici sulla definizione di “dilettanti”.
Particolarmente toccante l’intervento di Mattia Furlani, il giovane lunghista campione del mondo, che ha scelto un tono più riflessivo: “Questo discorso ammazza proprio i valori dello sport e il lavoro che lo Stato e le forze dell’ordine fa per portare avanti un movimento e giovani atleti ragazzi, a rende atleti professionisti per realizzare i propri sogni con sacrificio, dedizione e lavoro“. Il 21enne atleta delle Fiamme Oro ha proseguito raccontando il proprio percorso: “Con un investimento di 15 anni che ho fatto con la mia famiglia su metodi di lavoro, studio e passione, partendo da vivere sotto ad un ponte fino ad arrivare all’élite mondiale. Perché è questa la professione, non chi dichiara certe cose sputando sul lavoro altrui“.
Gregorio Paltrinieri, cinque medaglie olimpiche in carriera, ha preferito un approccio più analitico: “Dispiace vedere quello che dice Gravina, io quando perdo penso a me stesso e faccio un’analisi di quello che sbaglio io e che faccio io, senza buttare in mezzo altri, secondo me è un’arma a doppio taglio, ti va poi contro. Il senso della discussione è cercare di trovare un modo per far migliorare il calcio italiano“.
L’onda lunga di questo tracollo sportivo è destinata a farsi sentire anche nei prossimi mesi. O almeno fino a quando Gabriele Gravina non si deciderà a fare quel passo indietro che gli sarà chiesto in maniera esplicita e senza mezzi termini dal ministro dello Sport Andrea Abodi. Dimettendosi per un sussulto di dignità.



