Oggi, venerdì 19 dicembre 2025, è il momento di sfoggiare quel maglione natalizio orrendo che tutti abbiamo nell’armadio. Il National Ugly Christmas Sweater Day, diventato un fenomeno internazionale dal 2011, ci invita a indossare con orgoglio i capi più discutibili del nostro guardaroba festivo.
Questa celebrazione cade ogni anno il terzo venerdì di dicembre e rappresenta un’occasione per alleggerire lo stress delle festività. Nato in Canada nel 2002, quando alcuni amici organizzarono una festa a Vancouver per raccogliere fondi destinati alle cure oncologiche di un conoscente, l’evento si è trasformato in una tradizione globale che unisce divertimento e solidarietà.
Nel 2014 è nata una partnership importante con Save the Children attraverso la campagna “Make the World Better with a Sweater”, trasformando questa giornata scherzosa in un’opportunità concreta per aiutare i bambini bisognosi.
Come si costruisce un vero capolavoro di cattivo gusto? Gli appassionati sanno che servono alcuni ingredienti fondamentali. Prima di tutto, via libera ai personaggi natalizi più kitsch: renne con nasi rossi luminosi, pupazzi di neve sorridenti, elfi troppo allegri e Babbo Natale in tutte le versioni possibili. Più sono i soggetti presenti, meglio è.

I colori sono un altro elemento chiave. Dimenticate l’armonia cromatica: rosso acceso con verde brillante, magari aggiungendo blu elettrico e oro metallizzato. Se i colori stridono tra loro, siete sulla strada giusta.
Ma il vero tocco distintivo sta nelle decorazioni. Pon pon, campanellini tintinnanti, feltro applicato senza ritegno, lustrini che cadono ovunque, nastrini luccicanti e soprattutto luci a batteria lampeggianti che farebbero impallidire Rudolph stesso. Alcuni aggiungono spalline imbottite stile anni Ottanta per un effetto ancora più grottesco.
Per chi vuole primeggiare nelle competizioni che spopolano in uffici e scuole, esistono alcune strategie vincenti. Partire da una base già impegnativa aiuta: un maglione con una fantasia caotica è la tela ideale su cui costruire. Aggiungere elementi tridimensionali come palline di Natale vere, pupazzi pendenti o accessori coordinati dall’acconciatura ai calzini completa l’opera.
Il pullover resta il modello più popolare, seguito dalle felpe e dai gilet natalizi, che tra l’altro hanno persino una giornata dedicata chiamata International Sweater Vestival.
I cosiddetti “Jingle Bell Sweaters” erano già di moda negli anni Cinquanta, quando personaggi televisivi come Val Doonican e Andy Williams li indossavano nei loro show. Dopo un periodo di oblio, tornarono prepotentemente negli anni Ottanta grazie a personaggi come Clark Griswold del film “Vacanze di Natale” di National Lampoon.
Il vero rilancio è arrivato nel 2001 con “Il diario di Bridget Jones”, dove Colin Firth sfoggiava un memorabile maglione con una renna particolarmente imbarazzante, riportando questi capi nell’immaginario collettivo.
Che sia un regalo della nonna mai indossato, un acquisto nei mercatini dell’usato o una creazione homemade, l’importante è partecipare. Condividete le vostre foto sui social con gli hashtag #UglyChristmasSweaterDay e #ChristmasSweaterDay, e ricordate: più è orrendo, più è perfetto.



